Venerdì scorso un imprevisto e occasionale aumento di traffico nell'area asiatica ha determinato una serie di problemi a cascata che hanno interessato circa il 15% dell'utenza.
Secondo quanto trapelato da diversi canali, l'interruzione temporanea dei servizi (motore di ricerca e posta elettronica) sarebbe stata determinata da un picco di richieste da partner della società, che utilizzano questi due canali per soddisfare le esigenze della propria utenza.
Il risultato è stata l'indisponibilità dei servizi stessi o tempi molto lunghi di risposta (cosa inammissibile per un motore che ha sempre fatto della velocità la sua bandiera); l'utenza colpita dal fenomeno non ha avuto una distribuzione ben localizzata ma imprevedibilmente distribuita in tutto il mondo, compresa l'Italia.
Indipendentemente dal problema in sé, che peraltro è stato risolto nel giro di qualche ora, l'episodio ha creato preoccupazione, considerando che l'azienda ha investito, nell'anno scorso, diversi miliardi di dollari nell'ammodernamento delle sue strutture.
Da tempo, peraltro, gli analisti hanno puntato il dito verso l'ambiente di e-mail, vecchio di 5 anni che, nel suo periodo di vita, non è stato mai ridisegnato e che si è dimostrato, già altre volte, l'anello più debole della catena.
Fonte: Mercury News


















