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Google lascia la Cina il 10 aprile

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20
03 2010
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Di Raffaello De Masi

L'annuncio, pubblicato per primo da una fonte cinese, fa rapidamente tutto il giro del mondo

Una notizia, riportata da un'agenzia di stampa cinese, ha scatenato in tutto il mondo un'onda di commenti e, successivamente, una estesa ipotesi di possibili futuri scenari.


Secondo quanto riferito inizialmente da China Business News, con sede in Pechino, Google ha deciso la sua uscita dall'area cinese con dead-line nel 10 aprile prossimo.


Al momento dell'annuncio, non esisteva alcun comunicato da parte di Google in proposito; ma i commenti, da parte del motore di ricerca, non si sono fatti attendere.


Un portavoce ufficiale ha solamente riferito che la politica aziendale ha sempre evitato commenti sui rapporti intrattenuti col governo di quella nazione. Ha comunque tenuto a precisare che ha finora rispettato le richieste del governo cinese circa il blocco di materiale pornografico e violento, ma di non essere mai stata d'accordo sulla censura di contenuti di tipo politico.


La notizia era comunque già presente nell'aria, non foss'altro per il progressivo irrigidimento delle autorità cinesi, apparse sempre meno disponibili a concessioni e non disposte ad ammettere che gli attacchi che hanno avviato una forma di attrito sempre più evidente provenisse lo o fossero stati favoriti, in qualche modo, proprio dal governo.


È da notare che, notizia questa riferita da Google, l'azienda ha ricevuto, lunedì scorso, una lettera firmata da un gruppo di 27 agenzie di advertising cinesi, nella quale invitavano il gruppo a cercare di trovare, in tutti i modi, un possibile accordo, "per il comune bene commerciale".


La nebulosità del comportamento da parte governativa è anche dimostrata dal fatto che martedì scorso il Wall Street Journal aveva riferito che un portavoce ministeriale aveva annunciato la possibilità di chiusura dei servizi Google "in un futuro molto prossimo".

il governo cinese aveva messo in guardia i più importanti partner di Google circa il probabile futuro evento, invitadoli a cercare altre strade di advertising. Il Fnancial Times aveva, d'altro canto, già dato per certo l'abbandono "al 99,9%"


Circa le conseguenze di questa operazione ancora molto sicuramente si scriverà; Google, che vantava una presenza sul mercato cinese con un trend di crescita mensile di oltre il 4%, è giunta alla decisione sicuramente dopo un lungo e per certi versi doloroso iter strategico. La Cina vanta, infatti, la più ampia popolazione di utenti on-line al mondo, con più di 380 milioni di utilizzatori

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Fonte: Techie Buzz

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Uscita di Google dalla Cina; una reazione a catena

L'abbandono del mercato cinese da parte di Google potrebbe coinvolgere più del semplice motore di ricerca.


Cosa accadrà quando Google chiuderà Google.cn? le implicazioni di questo avvenimento saranno, probabilmente, più pesanti di quanto si possa immaginare.


Diversi analisti hanno puntato il dito verso le possibili conseguenze che l'uscita dal mercato cinese potrà avere sulla piattaforma Android. Sebbene le periferiche basate su questo sistema operativo non necessariamente coinvolgano altri prodotti Google, uno dei punti di forza delle vendite Android è l'integrazione preferenziale della piattaforma con i servizi aziendali.


L'attrito sempre più crescente tra azienda e governo ha creato, nella nazione, un'atmosfera di dubbio e sospetto che certamente non gioca a vantaggio dell’adozione di smartphone basato su questo sistema operativo. I primi segnali in tal senso sono venuti dal picco di vendite che ha coinvolto, nelle ultime settimane, i prodotti Apple; esiste, inoltre, il fondato sospetto che il governo, come misura aggiuntiva, possa bloccare la vendita di periferiche Android nella regione. E la cosa certo è ben grave, se si considera che, fin dall'inizio, Google ha sempre considerato la Cina come parte integrale nelle sue strategie di sviluppo.

Cosa effettivamente accadrà nel prossimo futuro è ancora ben difficile da dire; l'unica considerazione che viene spontanea è che, ovviamente, la decisione deve essere stata frutto di una ben ragionata politica aziendale e che, probabilmente, dipende da più estesi, segreti contatti tra l'azienda e il governo i quali, evidentemente, non sono riusciti a raggiungere un soddisfacente accordo.

(ndr)

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