Si chiama Government Request Tool, ma è più noto come “censurometro”: è il nuovo servizio di Google che segnala quante richieste di rimozione dei contenuti dai propri servizi l'azienda riceve dai Governi di tutto il mondo, e anche le richieste di dati personali degli utenti. Con la speranza, per Google, che una maggiore trasparenza in questo senso serva a ridurre il rischio di censura su Internet. Che secondo i dati riportati dal Los Angeles Times, sono in aumento: nel 2002 solo quattro governi esercitavano la censura su Internet, oggi sono 40. E 25 hanno temporaneamente bloccato l'accesso a Google.
I dati attuali forniti da Google riguardano le richieste arrivate da luglio a dicembre 2009, e saranno aggiornati ogni sei mesi. Dati non esaustivi (una richiesta può riguardare più contenuti, sono esclusi i video di YouTube protetti da copyright o il materiale pedopornografico, alla cui rimozione Google provvede direttamente. Non vengono inoltre forniti dati precisi per il numero di richieste inferiore a 10.

In testa a entrambe le classifiche c'è il Brasile, con 291 richieste di censura e 3663 di dati degli utenti. Al secondo posto per richieste di censura la Germania, con 188, mentre per richieste di dati il Brasile è seguito dagli Sati Uniti (3580 richieste). L'Italia è settima per richieste di censura (57) e sesta per richieste di dati (550). La mappa specifica anche il numero di richieste di rimozione per servizio (motore di ricerca, YouTube, Blogger, ecc.) e anche la percentuale di richieste assecondate.
Significativo che la Cina, protagonista del lungo contenzioso con Google proprio sul problema della censura dei contenuti sul web, non lasci pubblicare i propri dati, coperti dal segreto di Stato.
La mappa si trova a questo link.
Il comunicato di Google si trova qui.


















