Google pare ben poco preoccupata dal fatto di essere nell'occhio del governo americano che lo ha sottoposto a una serie di indagini per verificarne la correttezza commerciale.
Dana Wagner, consulente dell'azienda per quanto riguarda l'area Internet, ha affermato che "... non ci sono ragioni per essere spaventati o sorpresi da queste indagini". Ha sostenuto inoltre che le iniziative vanno viste come una malattia fisiologica di un prodotto in rapida evoluzione, riconoscendo al governo il pieno diritto di poter esercitare i propri poteri di indagine e controllo.
La stessa Wagner ha giustificato le iniziative correlandole alla posizione predominante di Google nel mondo del traffico Internet, ma, contemporaneamente, ha lasciato intendere, tra le righe, che alla spinta verso questo tipo di investigazione hanno concorso certamente i "nemici", che hanno visto rapidamente ridurre il proprio spazio vitale dalla travolgente popolarità della sua azienda.
Il riferimento, nemmeno troppo velato, a Yahoo! riporta alla ribalta vecchi ruggini che, un anno fa, avevano determinato l'intervento, con una indagine conoscitiva, del Dipartimento della Giustizia statunitense riguardo ad alcune tecniche di advertising di Google ritenute scorrette dal diretto concorrente.
La faccenda si complica a ancora di più quando comparvero in giro notizie e indiscrezioni circa un successivo segreto accordo fra le due società per portare avanti un comune piano di gestione dell'area pubblicitaria a pagamento sui due motori.
È interessante comunque ricordare che, da quando il neo presidente Obama è salito al potere, Google è stato oggetto di tre differenti indagini. L'ultima, in ordine di tempo, riguarda la ventilata possibilità che il motore metta a disposizione, on-line, copie scannerizzate di libri cartacei, grazie un accordo con le case editrici e l'associazione degli autori.
Ma, probabilmente, quella che desta, all'interno della società, maggiore preoccupazione è la scoperta da parte della Commissione Federale per il Commercio della presenza di due funzionari di alto livello, Eric Schm, idt e Arthur Levinson che coprono contemporaneamente incarichi di dirigente in Google ed Apple.
Giocando al rimbalzo, Wagner ha affermato, in una recente intervista, che la Commissione Federale farebbe bene a rivolgere maggiormente la sua attenzione verso Microsoft, la cui dominanza del mercato è certamente enormemente predominante rispetto a quella della sua società.
Dal canto suo, Microsoft ha senza mezzi termini affermato che la reazione di Google è sicuramente dettata dal fatto che gli utenti del Web sono ormai stanchi di utilizzare il motore leader attuale, e stanno rapidamente valutando di orientarsi verso il nuovo Bing
fonte: Apnews Excite


















