Una interessante proposta è stata annunciata, lunedì scorso, sul blog ufficiale di Google Code.
L'idea si basa su un progetto portato avanti da una serie di provider, gestori di DNS e aziende di hardware, destinata ad ampliare il concetto di protocollo DNS che, accanto all'indicazione numerica, potrebbe contenere anche parte dell’URL.
Attualmente, la tecnica di risoluzione dell’URL si basa su un cosiddetto “resolver” che, utilizzando un indirizzo IP, invia una richiesta a un server che lo trasforma in un indirizzo formato (secondo il protocollo IPv4) in un gruppo di 4 ottetti. L'idea proposta ufficialmente da Google è quella di utilizzare solo i primi 3 ottetti, che, come è noto, individuano la locazione dell'area in cui il destinatario è inserito.
La locazione finale sarebbe, infine, individuata attraverso una abbreviazione dell’URL, posta come suffisso dopo il primo gruppo numerico.
L'idea, ampiamente pubblicizzata attraverso blog e comunicati ufficiali, è stata in eguale misura applaudita e denigrata. In particolare le critiche sono rivolte al fatto che una proposta del genere arriva proprio quando sta avvenendo la traslazione dal protocollo IPv4 all' IPv6 che, com'è noto, risolverà il problema del rapido esaurimento in corso degli indirizzi numerici disponibili.
Chi fosse interessato a una più approfondita conoscenza di questa proposta, può collegarsi qui
Fonte: Google Code Blog


















