Motorola si allea con Microsoft e mette Bing come motore di ricerca predefinito sui nuovi smartphone Android che lancerà in Cina questo mese. Niente di strano, si dirà, visto che i rapporti tra Moutain View e Pechino di questi tempi non sono idialliaci. Anzi, proprio ora la Cina minaccia “conseguenze” dopo gli ultimi episodi che hanno riguardato la versione locale del motore di ricerca. E questo spiega anche perché alcuni modelli abbiano Baidu (il motore cinese) anziché Google.
Ma il voltafaccia di Motorola, tanto più clamoroso dopo che entrambe le parti hanno ribadito la stretta alleanza tra loro, non riguarda solo la Cina come mercato e nemmeno solo Microsoft come partner alternativo per gli smartphone Android. Per esempio il Backflip, primo smartphone Motorola in partnership con AT&T, usa di preferenza Yahoo!, pare proprio a richiesta del provider per differenziarsi dal concorrente Verizon, più fedele a Google.
E poi l'accordo tra Motorola e Microsoft prevede che alcuni smartphone Android abbiano Bing come sito già inserito nei bookmarks. E inoltre offrano un widget integrato con Bing per potenziare la funzione di ricerca, e soprattutto per le mappe, che per Google (come per Nokia) sono un cavallo di battaglia per il web mobile. Per i Droid (Milestone in Europa) e i Cliq (da noi Dext) già venduti, e per gli smartphone con altri motori di ricerca precaricati, Bing e i widget collegati saranno scaricabili over the air o dall'Android Market.
Motorola dichiara di voler offrire un'esperienza più personalizzata e maggiori performance ai propri utenti, il che però potrebbe nascondere anche l'intenzione di smarcarsi da Google e dallo stretto controllo che, comprensibilmente dal suo punto di vista, cerca di mantenere su Android.
Ma se il caso di Motorola è esemplare, non è l'unico: un altro grande "traditore" è HTC. Il brand taiwanese ha realizzato i primi smartphone Android e anche il primo a marchio Google, il Nexus One, ma ha anche firmato dei Windows Phone (come il Touch HD2) e ha portato la sua apprezzata interfaccia Sense su entrambi i sistemi operativi. La resa dei conti potrebbe essere quella tra il Nexus One e il Desire: essendo entrambi smartphone Android costruiti da HTC, e praticamente con la stessa configurazione hardware, la diversa interfaccia grafica (il Desire naturalmente ha Sense) avrà un ruolo decisivo, e servirà anche a capire se utenti e operatori si schiereranno pro o contro Google. Un vero ballottaggio.
Fonte: Rethink Wireless


















