Google ha risolto, martedì scorso, 10 vulnerabilità presenti in Chrome, ma non ancora ricompensato nessuno dei ricercatori che hanno riportato i bug.
L'aggiornamento, il 5.0.375.125 risolvere due problemi di vulnerabilità definiti dall'azienda "critici", la definizione più alta in termini di gravità. Altri 7 bug sono stati indicati di livello-alto mentre solo uno è classificato come medio.
Google non ha divulgato i dettagli informativi circa le vulnerabilità e, come al solito, non ha reso noti i particolari dei bug stessi, pratica adottata da tempo per impedire ad attaccanti di utilizzare le informazioni contenute per mettere a punto nuovi sistemi di attacco.
Questa politica, già da tempo adottata, che evita la divulgazione di informazioni per 2 mesi dal momento della scoperta di un problema.
L'aggiornamento è il terzo, in ordine di tempo, dall'inizio del mese. 3 settimane fa, l'azienda riferì di aver scoperto un bug, legato al kernel di Windows che, in caso di utilizzo di una particolare libreria GNU, consentiva di sfruttare un buco della sicurezza in Chrome e, più genericamente, nei sistemi basati su Linux.
Alla fine del mese scorso, Google aveva inoltre scoperto una falla nel kernel di Windows immediatamente comunicato all'azienda ma di cui Microsoft non aveva mai voluto discutere ufficialmente i particolari. Nell'occasione un portavoce del gruppo di Cupertino aveva solo riferito che la segnalazione era stata tenuta in buona considerazione e ne era in corso di verifica l'effettiva importanza.
La politica delle taglie è da tempo stata adottata da Google e ha pagato, nei mesi, un consistente importo a diversi ricercatori. Il primato tocca a Serghey Glazunov che ha finora incassato oltre $ 4500. A lui va il merito dell'individuazione di un baco in Opera che gli ha fruttato una ricompensa di 2000 dollari .
Recentemente Google aveva innalzato la taglia per ogni bug critico portandolo a 3133.70 dollari, superando l'importo offerto da Mozilla il mese scorso, che offriva $ 3000 per un singolo bug.
Chrome è salito al terzo posto nella diffusione dei browser ma negli ultimi mesi ha perso, in maniera costante, parte dello share a favore dell'apparente inarrestabile avanzamento di Mozilla.
La versione 5.0.375.125 è disponibile per Windows, Mac e Linux. I possessori dell'ultima versione godranno dell'aggiornamento automatico.
Fonte: Utropic Media – The Bucket


















