Psystar è stata chiamata in causa per i suoi cloni di Mac di fronte alla corte federale di San Francisco. L'accusa di Apple è di aver venduto copie del sistema operativo a produttori di hardware generico basato su Intel. L'azienda si è difesa di fronte al giudice William Alsup, affermando di aver legittimamente acquistato gli stessi sistemi operativi, senza alcuna limitazione iniziale per quanto riguardava l'eventuale rivendita.
Apple afferma invece che Psystar sta rivendendo computer con software protetto da copyright secondo logiche di distribuzione che comporterebbero una violazione dei diritti.
La situazione si presenta particolarmente complessa. Apple afferma che l'operazione eseguita dalla società andrebbe in conflitto con la disposizione 117 del Copyright Act, chiamando in causa l’EULA (End User Licensing Agreement), firmato dalle parti, che proibirebbe a utenti di installare il sistema operativo su hardware non venduto direttamente da Apple.
L'argomentazione di Psystar in proposito è abbastanza chiara: sarebbe stato assurdo acquistare sistemi operativi, acquisto peraltro legittimato da Apple, senza avere poi la possibilità di montarli su altre macchine. Il CEO di Psystar afferma testualmente: "... è comodo per Apple prima vendere il suo software e poi affermare che non può essere utilizzato al di fuori del suo campo d'azione".
Citando un articolo dello stesso Atto, Psystar fa ancora notare che una piega della legge consente di vendere copie di un prodotto senza che il produttore iniziale possa esercitare un proprio diritto di distribuzione nei confronti di queste coppie regolarmente acquistate.
Apple, messa alle strette da argomentazioni di questo tipo, ha declinato ogni commento, rimandando tutto alle decisioni del giudice.
Fonte: CRN


















