Due ricercatori, Bryan Huey e Oleg Kolosov, hanno annunciato, in una conferenza tenutesi all'Università di Oxford, di aver completato, grazie alla collaborazione dell'Università di Lancaster edella UConn statunitense, la progettazione di un nuovo disco rigido basato su un progetto completamente diverso rispetto a quello attualmente standard in questo tipo di periferica.
La tecnologia, basata sul principio del cambiamento di fase dei materiali, non ha bisogno di parti mobili, in quanto custodirà i dati grazie a un processo definito di "resistenza differente".
In effetti, il nuovo prodotto si baserà ancora una volta sull'utilizzo di materiali magnetici ma quello che, appunto, viene definito come sistema di cambiamento di fase utilizzerà gli stessi materiali in una maniera completamente diversa da quella avvenuta negli ultimi vent'anni.
La ricerca è stata giustificata dalla considerazione che, ancora oggi, il costo dei dischi rigidi tradizionali è relativamente molto alto rispetto a quello del resto della componentistica di un PC, sebbene sia giustificato dalla necessità di implementare, soprattutto nelle parti meccaniche, una sempre maggiore sofisticazione nella componentistica, cosa che comporta, automaticamente, costi cospicui.
Parallelamente, la nuova tecnologia consentirà una densità di immagazzinamento fino a 20 volte superiore rispetto a quella garantita attualmente tra le più avanzate tecnologie magnetiche tradizionali.
Uno studio portato avanti dalla IBM ha verificato la quantità di dati che Google ha raccolto in 10 anni, prevedendo, per il 2020, un incremento tale che richiederà, per l'alimentazione delle aree di stoccaggio, almeno 100 MWatt, una quantità di energia incredibilmente alta che potrebbe essere ridotta, secondo quanto riferiscono i ricercatori, di una quantità "eccezionalmente alta", stimata in centinaia di volte .
L'annuncio ha suscitato notevole interesse soprattutto in campo commerciale; pare che già due aziende abbiano contattato i ricercatori per verificare la possibilità di produzione. Pare che, contemporaneamente, il laboratorio diretto da Kolosov stia sperimentando la possibilità di produrre industrialmente periferiche di storage utilizzando tecnologia basata su nanoscala.
Fonte: Physorg


















