Un gruppo di esperti di sicurezza ha rivelato che sabato scorso un server, localizzato al di fuori della Cina e regolato daNetnod, uno dei più grandi provider di servizio svedesi, a causa di un errore nella gestione, ha trasferito il controllo dei suoi DNS a questa nazione, sottoponendo la propria navigazione a quello che ormai è noto come il “Great Firewall of China”.
Non è ancora chiaro come questo problema si sia potuto verificare. Le uniche notizie precise sono quelle che indicano come tre punti di accesso in Cile e uno in California abbiano immediatamente, venerdì, mostrato problemi nel navigare liberamente su siti che la censura cinese aveva già sottoposto a blocco.
D'altro canto i ricercatori erano già a conoscenza che la Cina ha modificato ampiamente i sistemi di routing DNS per reindirizzare gli utenti di questa nazione a un servizio di censura gestito dallo stesso governo. In particolare, le aree più soggette al controllo sono apparse immediatamente Facebook e Twitter.
Tra le ipotesi più accreditate relative al problema, quella più probabile pare che, ancora per motivi non noti, il traffico sia stato indirizzato a un root server cinese, che ha assunto immediatamente il controllo del traffico sul network, imponendo le restrizioni a tutti i collegamenti passanti attraverso di esso.
È probabile che gli ISP abbiano utilizzato un router il cui BGD (Border Gateway Protocol) sia stato, in qualche modo, sconfigurato o deliberatamente alterato; ed è ritornato quindi prepotentemente alla ribalta lo spettro dei servizi cinesi, che potrebbero aver distribuito, sulle grandi direttrici mondiali, malware destinato proprio a questo scopo. Ma la cosa è ancora tutto da dimostrare...
fonte: MISAsia Comp.


















