Telefonate, mail, instant messaging, TV, videochiamate, “tweets” e via discorrendo: alla lunga il cervello si stanca e la concentrazione mentale diminuisce, anche lontano dal PC.
Che fare i compiti davanti alla TV o lavorare controllando la mail ogni cinque minuti facesse calare il rendimento a scuola o sul lavoro era un dato acquisito. Ora alcuni ricercatori della Stanford University, Clifford Nass, scienziato cognitivo, e gli psicologi Antony Wagner ed Eyal Ophir hanno tentato di indagare gli effetti a lungo termine di una vita passata per gran parte del tempo tra PC, TV e telefonino .
Per farlo hanno sottoposto 262 studenti ad alcuni test, ricalcati sul PC ma sottoposti agli studenti senza computer. Come ricordare la posizione dei rettangoli intravisti per pochi secondi, classificare una sequenza di parole e poi rifarlo escludendo quelle precedute da un “beep”, identificare una serie di lettere in due esercizi consecutivi e ricordare la seconda volta quelle che erano già comparse nel primo gruppo. Test utili a verificare la capacità di ricordare informazioni (comprese quelle irrilevanti, che spesso non vengono scartate), il modo di ordinare le informazioni nella memoria, la velocità nel passare da un'attività all'altra.
In tutti e tre i casi gli studenti meno abituati al "multitasking lifestyle" da PC hanno avuto risultati migliori. Resta la domanda “da un milione di dollari”: è l'eccessiva esposizione alle informazioni del mondo ICT a provocare la confusione mentale e il calo di concentrazione, o è il disordine mentale "innato" a facilitarci nel seguire più attività in contemporanea?
Gli esperimenti continuano, in direzioni diverse: Wagner conta di studiare l'aspetto neurologico del multitasking, Nass di studiare lo sviluppo delle abitudini in questo campo dei bambini .
Fonte: Wired


















