Le autorità pakistane hanno deciso, sabato scorso, di mettere sotto osservazione 7 maggiori siti, tra cui Google e YouTube, imputando loro di contenere materiale offensivo nei confronti della popolazione e della religione musulmana.
Il Ministero della Informazione Tecnologica ha annunciato di aver già bloccato almeno 17 collegamenti su YouTube e che almeno un'altra cinquantina di siti Web sono monitorati per verificare la presenza di "materiale sacrilego".
YouTube, Yahoo!, Amazon, Bing, MSN, Hotmail e Google tra i nomi più importanti.
La scelta di imporre il monitoraggio è venuta dopo una sentenza del tribunale di Bahawalpur (città all'estremo oriente del paese) che ha ordinato di bloccare YouTube e 8 altri siti in risposta a una petizione da parte della popolazione che riferiva della presenza di materiale "contrario ai principi fondamentali dell'Islam".
Lunedì prossimo verrà tenuta la prima udienza promossa dai siti bloccati per ripristinare il servizio. Ma è probabile che si tratti di un tentativo che andrà praticamente vuoto, considerando che già, all'inizio di giugno, il governo pakistano aveva imposto restrizioni di questo tipo a seguito di un'altra denuncia.
In quel caso Facebook e YouTube restarono oscurati per oltre 2 settimane a causa della presenza di alcuni commenti su una immagine del profeta Maometto.
Nonostante la posizione filooccidentale del paese, il Pakistan è sempre stato molto intransigente e sensibile a tutto quello che riguarda la blasfemia nei confronti della religione.
Cinque persone perirono in una protesta, avvenuta nel 2006, quando un giornale danese pubblicò alcune vignette ritenute irriverenti.
Il primo ministro pakistano ha cercato di giustificare la decisione di questi giorni riferendo che i siti verranno monitorati per motivi di sicurezza nazionale. Ha comunque assicurato che, almeno per ora, l'azione del governo sarà orientata alla semplice osservazione e che nessuno dei principali motori di ricerca verrà sottoposto a censura.
A tal proposito il funzionario ha assicurato che "la costituzione del Pakistan assicura il completo accesso alla conoscenza, all'informazione e all'educazione di tutti cittadini. Si tratta di diritti fondamentali inalienabili per il popolo pakistano, e Internet costituisce una delle maggiori risorse attualmente disponibili per la distribuzione del sapere".
"Siamo coscienti" ha continuato il ministro, "che un gran numero di studenti si troverebbe in difficoltà nel completamento dei propri studi se fosse messo in atto qualunque tentativo di bloccare i motori di ricerca".
Fonte:DNA India


















