Il piu' grande sistema operativo di tutti i tempi compie 40 anni

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05
06 2009
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Di Raffaello De Masi

Luci e ombre di UNIX, sistema operativo che ha cambiato il mondo dell'informatica hi-end

 

40 anni or sono nasceva il più potente sistema operativo del mondo. Ken Thompson, programmatore dei laboratori Bell, approfittando dell'assenza della moglie e del figlio partiti per un impegno che li avrebbe tenuti lontani per oltre un mese, decise di mettere mano a un progetto da tempo accarezzato, un sistema operativo multitasking e multiuser destinato a una fascia alta d'utenza.


La prima versione, completamente scritta in linguaggio assembly, fu implementata su una macchina Digital PDP 7, un midrange mainframe/minicomputer dell'epoca. Il tempo impiegato nella scrittura e nel debug del codice fu di tre settimane, una per ogni elemento (lo shell, l’editor e l’assembler).


Thompson coinvolse immediatamente nel progetto un suo amico e collega, Dennis Ritchie, che già aveva partecipato con lui alla realizzazione di un precedente sistema operativo in time sharing, cui aveva arriso modesta fortuna, chiamato Multics.


Dopo aver sviluppato diverse ipotesi del sistema, Thompson presentò la prima versione nel settembre dello stesso anno; il progetto, cui poi, immediatamente, parteciparono anche tre altri colleghi della Bell, Doug Mellroy, Joe Ossana e Roug Conaday, utilizzo molto codice di Multics, trasferito tal quale al nuovo sistema, grazie anche alla filosofia che fin dall'inizio aveva animato i due autori: "Un potente sistema operativo, per un utilizzo interattivo, di basso costo in termini di equipaggiamento e di risorse umane".


Successivamente Thompson dichiarerà: "...  ci auguriamo che gli utenti di UNIX troveranno utili le più importanti caratteristiche del sistema sono la semplicità, l'eleganza e la facilità d'uso".


I fatti gli diedero ampiamente ragione. UNIX divenne rapidamente un protagonista della IT, ampiamente utilizzato e customizzato per girare su server e workstation in università, agenzie governative, gruppi finanziari, grandi uffici e banche. L'anno 1983 vede la premiazione dei due con il Turing Award   per il loro contributo allo sviluppo della IT, con la motivazione: "... il modello di sviluppo dei sistemi UNIX è stato guida ed esempio per un'intera generazione di sviluppatori, che hanno scoperto una nuova strada per la programmazione".


Sono passati, da allora, quarant'anni e alcune promesse sono state mantenute, altre no. Tra queste ultime il costo che, negli anni, si è sempre mantenuto sensibile.


UNIX ha legato, in quattro decenni, il suo nome ai grandi sistemi informatici, ma l'evoluzione dei prodotti paralleli ne ha sempre più appannato la fama. Non parliamo di Windows né di MacOS, che non hanno mai puntato in alto, ma di prodotti come Solaris, OpenBDS, e, soprattutto, Linux.


Il sistema del pinguino ha sferrato il colpo mortale a questo "grande vecchio" e, sebbene ne sia, a tutti gli effetti, un clone, ha dalla sua due grandi doti che mancano all'avversario: la dinamicità, che si traduce in continua evoluzione grazie alla filosofia dell'open source, e il costo.


Linux è ormai onnipresente, in forma esplicita o invisibile. E UNIX dove si è rifugiato? di quanta popolarità ancora gode?


Gartner Group, società di ricerca statistica che più volte abbiamo citato su queste pagine, ha svolto una indagine proprio in questo senso.


I risultati hanno evidenziato la presenza di un nocciolo duro di utilizzatori, fortemente decisi a non abbandonar UNIX, definito "assolutamente affidabile".


Il 90% degli intervistati ha affermato che "UNIX resta una piattaforma essenziale e lo rimarrà per un tempo indefinito", mentre solo il 12% ha espresso la possibilità, nel prossimo futuro, di un passaggio a Linux.
 

Fonte:MidDay Com 

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