Gli schermi di vetro attualmente utilizzati nel touch screen sono gradevoli da toccare; un infinito range di prodotti utilizza questa forma di input, soprattutto per quel che riguarda l'area degli smartphone e dei tablet.
Ma non tutto fila come dovrebbe; soprattutto quando gli schermi sono piuttosto piccoli, come avviene nei cellulari, puntare e scegliere un'opzione o, ancora peggio, un tasto su una tastiera virtuale diventa davvero un problema.
Tanto per intenderci, battere una parola o una frase su una tastiera fisica è ben altra cosa rispetto a fare la stessa operazione, con le dita, su una proiettata sul piccolo schermo dove, ad esempio, lo spazio tra la lettera q e la w è talmente piccolo da non fare praticamente la differenza.
Il problema è stato affrontato dalla Disney Research che presenta una nuova tecnologia, chiamata TeslaTouch, che promette di risolvere adeguatamente il problema.
Il nuovo tipo di schermo a tocco, che è stato presentato questa settimana in una conferenza stampa a New York, utilizza un sistema combinato di analisi delle cariche elettrostatiche e una nuova tipologia di schermo per controllare la frizione tra il dito dell'utente e la superficie dello schermo stesso.

Nell'utilizzo, l'utente avvertirà, toccando il punto esatto dello schermo da lui desiderato, una lieve vibrazione; nella conferenza stampa, il presentatore ha riferito che la sensazione più prossima alla realtà è quella di sfiorare un foglio di carta vetrata o, ancora meglio, una superficie di gomma.
L'effetto di riconoscimento tra il dito dell'utente e l'operazione da eseguire permetterà, ad esempio, di riconoscere il trascinamento di elementi dello schermo semplicemente attraverso il senso del tocco, liberando l'utilizzatore dalla necessità di seguire visualmente l'operazione.
Il relatore ha riferito che la stessa tecnologia può essere utilizzata per riconoscere le dimensioni dell'elemento che si sta spostando; in altri termini, un grosso filmato offrirà più resistenza al trascinamento di un piccolo file.
Per quel che riguarda poi la tastiera e la capacità di input di lettere su di essa, è proprio il tatto che permette di riconoscere, senza guardare, lo spazio compreso tra un tasto dell'altro.
Dal punto di vista tecnico, questo schermo è costituito da 3 strati sovrapposti. Una piastra di vetro, sistemata su un elettrodo trasparente e un isolatore, permetterà di simulare la frizione, in quanto l’elettrodo creerà, a seguito del tocco, un piccolo campo elettrico sull'isolatore, che restituirà la sensazione tattile alle dita.
Non si tratta del primo tentativo di risolvere questo problema. Altre aziende hanno, negli ultimi tempi, cercato di rendere l'utilizzo degli schermi tattili più realistici. Ad esempio, il BlackBerry Storm offre un feedback di tipo tattile sotto forma di rumore quando l'utente esegue un'operazione riconosciuta.
Maggiori particolari sul TeslaTouch, insieme a una disanima di tipo tecnico, possono essere reperiti qui


















