È più che naturale restare impressionati dalle immagini commerciali che ci bombardano dalla televisione, dai giornali, dai cartelloni.
Oggi non esiste immagine pubblicitaria che non sia ritoccata, in qualche modo, con programmi come PhotoShop o simili.
Talvolta si tratta di semplici ritocchi del colore, ma basta poco, agli specialisti, per modificare completamente l'immagine di una modella da cima a fondo.
Così, il parlamento francese ha deciso di intervenire contro l'abuso di queste tecniche che, secondo quanto si legge nel dispositivo della legge, "potrebbe creare problemi per la psiche dei cittadini, specialmente di quelli più giovani continuamente alla rincorsa del miglioramento, talvolta senza regole, del proprio aspetto fisico".
Il legislatore ha così deciso di imporre, per ogni immagine manipolata in maniera digitale, l'obbligo di inserimento di una etichetta recante l'avviso "Foto ritoccata per modificare l'apparenza fisica della persona". Contravvenendo a questa disposizione si rischia una multa di più di 35.000 euro o di una pari alla metà del costo della campagna cui l'immagine era destinata.
L'iniziativa è partita dalla recente recrudescenza dei fenomeni di anoressia che, particolarmente in Francia, risulta fortemente diffusa.
Gli osservatori sono comunque scettici sull'efficacia di questa soluzione, rilevando che non può certo modificare l'atteggiamento mentale di una persona un semplice avviso. La parte più conservatrice del Parlamento aveva addirittura chiesto di intervenire in maniera ancora più efficace stabilendo un più particolare livello di manipolazione oltre il quale non fosse possibile andare.
L'iniziativa non è nuova anche se è la prima volta che viene applicata in forma di legge; negli Stati Uniti qualcosa del genere era stata avviata, autonomamente, dagli editori di giornali ma poi abbandonata dopo qualche tempo.
I media francesi si sono, naturalmente, subito interessati dell'iniziativa, esprimendo opinioni diverse su di esse e creando un vero e proprio caso giornalistico attraverso le rubriche diffuse soprattutto sui settimanali.
Fonte: Yahoo! Tech


















