Ricercatori della Princeton University in collaborazione con l'University College di Londra hanno individuato un metodo per dotare un documento cartaceo di una sorta di rilevatore di impronte digitali.
La metodologia è, teoricamente, molto semplice. Un qualunque foglio di carta, in ogni modo realizzato, è costituito da una trama casuale di fibre unica, specifica di quel foglio e non duplicabile.
Se si sottopone il foglio, scritto o non, a una scansione con una apparecchiatura ad alta definizione, è possibile costruire una mappa della trama di questo foglio che rappresenta, appunto, quella "impronta digitale" di cui i ricercatori hanno parlato.
Nel comunicato che descriveva la tecnologia gli autori hanno mostrato come migliorare questa tecnica attraverso la strada della doppia scansione, nelle 2 dimensioni, del foglio, cosa che aggiungerebbe, tra l'altro, sicurezza a sicurezza.
Diverse aziende si sono dimostrate immediatamente interessate alla scoperta, prime tra tutte quelle farmaceutiche, da tempo preoccupate per l'incremento delle falsificazioni delle etichette di spedizione di prodotti a paesi terzi.
Preoccupazioni sarebbero state espresse, sul versante opposto, circa un possibile uso fraudolento del sistema come, ad esempio, nel monitoraggio delle schede elettorali.
Fonte Schneier Comp.


















