Il nuovo ipad, appena uscito e accolto da grandissimo successo, potrebbe soffrire le conseguenze del terremoto e dello tsunami in Giappone, se la crisi dovesse prolungarsi: infatti dal Giappone vengono molte parti che lo compongono, tra cui la batteria, la memoria flash per salvare musica e filamti. La memoria non volatile, per esempio, è prodotta da Toshiba, che ha chiuso una fabbrica e avvisa che potrebbe avere problemi a procurarsi la materia prima.
Più in generale, è
a rischio tutto il mondo dell'elettronica: il 57% dei wafer di silicio usati per produrre i processori vengono dal Giappone, e quindi sono potenzialmente a rischio cellulari, computer,
fotocamere, tutte le apparecchiature elettroniche che utilizzano dei microprocessori (comprese le automobili). È proprio un analista di
Daewoo Securities a mettere in guardia: potrebbe esserci una mancanza di fornitura di compoentistica elettronica nel secondo trimestre dell'anno.
Secondo DRAM Exchange, che segue il mercato dei chip di memoria, il prezzo industriale delle memorie flash è cresciuto in media tra il 5 e il 15%. E la fornitura di memorie non volatili potrebbe ridursi anche del 4% nel secondo trimestre dell'anno.
La crisi potrebbe coinvolgere anche la produzione di pellicole trasmissive usate negli schermi LCD, la resina usata per collegare i chip alle schede dei computer, avverte Goldman Sachs. Molti di questi vengono prodotti in Giappone da aziende specializzate o da divisioni di Sony, Hitachi e Mitsubishi.