Il prossimo iPhone supporterà il multitasking? Pare di sì, stando agli ultimi rumors che circolano in rete, e che risalirebbero a fonti finora dimostratesi affidabili. A rendere pienamente multitask la prossima versione del cellulare Apple - chiamato convenzionamente iPhone 4G e atteso per giugno - dovrebbe essere l'aggiornamento del sistema operatvo iPhone OS alla versione 4.0. La versione attuale 3.x consente di far girare in contemporanea solo alcune applicazioni Apple già precaricate nel telefono: quelle per cui la tempestività è essenziale, come SMS e mail, oppure Nike+ e iPod o appunti vocali. Le applicazioni scaricate da App Store, di terze parti ma anche della stessa Apple, non funzionano in multitasking.
Su come la nuova funzionalità, attesa da tanto tempo, approderà su iPhone, molto di più non si sa: la capacità di Apple di mantenere i segreti e centellinare le informazioni è notoria, ed è uno dei punti di forza del suo marketing: lo si è visto nel caso di iPad, preceduto da mesi di indiscrezioni mai commentate da Cupertino e eora richiestissimo già in preordine.
Anche per l'iPhone di prossima generazione, quindi, nulla trapela, ad esempio su come concretamente risolverà i problemi che la gestione contemporanea di più applicazioni porta con sé, dal consumo della batteria alla gestione delle risorse, all'organizzazione dell'interfaccia utente. Qualche ipotesi si può formulare, e lo vedremo tra poco.
Ma prima merita sottolineare che non sono tanto i problemi tecnici ad aver frenato Apple: si è trattato di una scelta legata soprattutto alla sicurezza. iPhone OS infatti salva e chiude l'applicazione aperta quando si torna alla schermata principale (la home screen) o quando si risponde a una chiamata per evitare che si svolgano operazioni non controllabili dall'utente, riducendo così fortemente il rischio che entrino adware, spyware e virus. Motivazione che non ha soddisfatto tutti: secondo i critici, sono molte le applicazioni e le funzionalità per cui la “gabbia” imposta da Apple è troppo stretta, e che non possono rinunciare al multitasking: per esempio web radio tipo Pandora, programmi di instant messaging di terze parti, applicazioni di geolocalizzazione che, come Google Latitude, aggiornano la poszione dell'utente a intervalli regolari.
L'unico tipo di applicazione a cui davvero conviene un device non-multitask sono i giochi, proprio perché possono sfruttare al massimo le risorse del sistema, ben più limitate su una uno smartphone rispetto a un PC, e quindi essere più complessi e sofisticati che su altre piattaforme: e questo è uno dei motivi per cui iPhone e iPod Touch stanno avendo successo come piattaforme per il gaming.
La scorciatoia per risolvere il problema ci sarebbe, ed è il jailbreacking (“craccare” il software), ma in questo modo si rinuncia anche alla protezione del sistema dagli attacchi citati sopra, rendendolo molto più vulnerabile. Vediamo invece come l'azienda di Steve Jobs potrebbe rendere multitasking il proprio smatrphone.
Il primo passo, più semplice, è quello di aprire la funzionalità già disponibile per le applicazioni base come SMS e mail, iPod e memo vocale, anche alle terze parti. Ma al di là di questo, perché il multitasking su iPhone non sia solo una feature di facciata e sia davvero efficace, Apple dovrebbe risolvere una serie di problemi. Per esempio, modificare l'interfaccia utente, che non consente il passaggio immediato da un'applicazione all'altra (anzi, bisogna ripassare, sia pure per un attimo, dall'home screen). E la modifica andrebbe fatta senza arrivare a un'interfaccia troppo complicata, inconveniente questo per cui Apple ha preso in giro Task Manager di Windows Mobile. L'attuale soluzione adottata da iPhone per le applicazioni lanciate in contemporanea, in cui quella in backgroud compare su una barra superiore, funziona solo i programmi aperti sono solo due.
Ci sono poi, come accennato, altri problemi da risolvere, con cui si scontrerebbero per esempio gli utenti Android: gestione della memoria e delle risorse per ottimizzare la durata della batteria e le performance dei programmi stessi. Possibili soluzioni di compromesso sarebbero per esempio bloccare temporaneamente il programma in primo piano o rallentare l'esecuzione di quella in background riducendo le risorse a sua disposizione. Si tratta, alla fin fine, di conciliare il multitasking con le risorse limitate di un device portatile. In questo senso, naturalmente, può venire in aiuto 'hardware: in particolare il processore, la memoria RAM di sistema e la capacità della batteria. In questo senso, sopratutto per quanto riguarda l'alimentazione, il nuovo iPhone 4G dovrebbe essere attrezzato a dovere (ne parliamo nel nostro blog).
Fonte: Apple Insider


















