Un accordo di riservatezza difficile da digerire è quello che Apple ha tentato di far firmare al padre di una ragazzina di 11 anni, dopo che il suo iPod è esploso con fragore.
Per Apple i problemi di surriscaldamento dei suoi sottilissimi dispositivi non sono una novità. Da sempre gli iPhone 3G tendono a scaldarsi parecchio se usati con il wifi, e sono noti altri casi di iPod surriscaldati e danneggiati, mentre nel 2006 l'azienda di Cupertino era stata coinvolta insieme a Dell nel caso dei notebook con batterie difettose.
Questa volta, però, l'iPod di una ragazzina di Liverpool è saltato letteralmente in aria con un sibilo, uno scoppio e una nuvola di fumo.
Il padre Ken Stanborough ha subito contattato Apple per ottenere quantomeno il rimborso della cifra spesa per il bollente iPod, ma si è visto invece recapitare un contratto dal sapore vagamente inquietante.
Secondo il Times la società di Cupertino gli ha infatti offerto sì un risarcimento, di cui non è nota l'entità, ma in cambio Mr. Stanborough avrebbe dovuto firmare una accordo di riservatezza che lo avrebbe reso perseguibile legalmente se lui o chiunque della sua famiglia avesse parlato dell'accaduto.
A questo punto il papà della ragazzina ha deciso di non firmare e di denunciare tutto alla stampa. Sono venuti così alla luce altri casi di dispositivi Apple danneggiati e fumanti, che la società ha tentato di far passare sotto silenzio.
Fonte: Times online


















