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IPv4, fine della corsa

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21
01 2010
IPv4.jpg

Di Raffaello De Masi

Il vecchio standard, da tempo in pericolo, giunge al capolinea

 

La codifica IPv4 mostra ormai la trama, avendo raggiunto un punto critico; è quanto riferiscono le authority di gestione dei numeri IP.


La NRO (Number Resource Organization), l'organizzazione mondiale che tiene conto e regola le registrazioni dei numeri IP di su Internet, ha riferito, martedì scorso, che ormai il numero degli indirizzi IP disponibili secondo la vecchia codifica 4 (xxx.yyy.zzz.aaa) sono ridotti al 10% del totale.


La criticità della situazione, da tempo prospettata da diversi osservatori, potrebbe portare, in tempi relativamente brevi, a saturazione delle disponibilità, cosa che si tradurrebbe in perdita di stabilità del network mondiale.


Axel Pawlik, chairman di NRO ha affermato che, analizzando il ritmo di crescita dell'ultimo anno, è prevedibile che entro il 2011 il numero degli indirizzi disponibili sarà esaurito. Ma ha anche evidenziato che non è possibile attendere questa scadenza, considerando che l'utilizzo dinamico degli IP e le continue richieste, da parte dei provider, di ampliare la loro dotazione potrebbe anticipare, anche di molto, questo appuntamento.


A dimostrazione di ciò ha evidenziato come la stessa previsione, comunicata nella prima metà dell'anno scorso, prevedeva un esaurimento nel 2012. Ha inoltre ricordato che l'operazione di migrazione da IPv4 a IPv6 va effettuata con un certo anticipo, per sanare gli inevitabili problemi legati al fatto che i due protocolli non sono compatibili tra di loro.


Ha inoltre ventilato la possibilità che molte aziende possano continuare a utilizzare indirizzi IPv4 anche quando la versione 6 sarà definitivamente standard, creando, oltre che problemi interni di collegamento, anche fenomeni di caos nella gestione su Internet.


È opportuno ricordare che Google ha già reso disponibili i propri siti in formato IPv6 nel marzo 2009, e che la Comunità Europea ha avviato la stessa migrazione in ottobre.


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Lo standard IPv4, che utilizza indirizzi a 32 bit (4x8 byte) offre un numero massimo di 4,294,967,296 possibili indirizzi diversi. Pubblicato per la prima volta nel 1981, fu considerato, in termini numerici, più che sufficiente se non esorbitante rispetto alle esigenze di allora, quando Internet e, più genericamente, era solo una ambita speranza.


Il protocollo IPv6, che amplia il gruppo di byte, appunto, a 6 i blocchi del gruppo numerico dei valori, supporta 2128 (circa 3.4×1038) indirizzi. Si tratta di un valore incredibilmente alto e sicuramente al di fuori di qualunque esigenza futura considerando che con questo sistema sarebbe possibile assegnare un indirizzo IP a ciascun granello di sabbia presente sulla faccia della terra.


Una precisa documentazione dei problemi legati all'utilizzo degli indirizzamenti IPv4 e IPv6 può essere trovata qui.

 

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