In barba a tutte le previsioni che indicavano nel 2013 la fine della disponibilità degli indirizzi IPv4, NRO, Number Resource Organization, gruppo che regola l'assegnazione e la distribuzione degli indirizzi IP su Internet ha annunciato che, agli inizi dell'anno prossimo, saranno assegnati gli ultimi blocchi di numeri ai registri regionali.
L'annuncio, giunto lunedì, non ha certo colto di sorpresa gli osservatori che da tempo evidenziavano come l'assegnazione, cresciuta, soprattutto negli ultimi tempi, in maniera esponenziale avesse da tempo superato ogni previsione.
Il colpo di grazia all'ambiente è stato dato dalla recente assegnazione di blocchi di numeri ad APNIC, il RIR (Regional Internet Registry) per la regione dell'Asia del Pacifico, che ha prenotato alcuni blocchi di numeri (ogni blocco contiene 16 milioni di indirizzi).
"Questo vuol dire", ha riferito Axel Pawlink, portavoce di NRO, "che è stato raggiunto un traguardo fondamentale nella vita di Internet, considerando che l'assegnazione dell'ultimo blocco di numeri è da considerare imminente. A questo punto è assolutamente necessario (‘critico’ è la parola utilizzata dal comunicato, n.d.r.) che i gestori di Internet prevedano in maniera definitiva e rapida l'adozione dell'IPv6".
Il sistema degli indirizzi IPv4 , il vero cuore delle comunicazioni su Internet, fu inaugurato alla fine degli anni 80; all'epoca un indirizzo a 32 bit fu considerato più che sufficiente, ma già 2 anni dopo gli eventi dimostrarono come le previsioni fossero state abbondantemente superate dalla realtà.
Nel 1995 l' Internet Engineering Task Force pubblicò la prima specifica della nuova versione del protocollo, l’IPv6 (l'ipotesi di IPv5, con 5 blocchi di numeri, fu rapidamente accantonata), che trasformava la scelta degli indirizzi a 32 bit in quella a 128 bit.
Il nuovo protocollo offriva un massiccio incremento dei numeri di indirizzi disponibili (una similitudine a sensazione del tempo riferiva che, con questo sistema, era possibile assegnare un indirizzo a ogni granello di sabbia presente sulla superficie della terra), ma offriva il fianco alla compatibilità, visto che non era conciliabile con l'IPv4. Tecnologie come il NAT permettevano a diverse periferiche di condividere lo stesso indirizzo IPv4, ma la cosa ha semplicemente rallentato l'inevitabile esaurimento degli indirizzi.
È il momento di saltare la barricata adesso è giunto.
In ogni caso, il passaggio al nuovo sistema è già stato da tempo avviato da diversi fornitori che hanno, contemporaneamente, messo a punto il sistema migliore per rendere quanto più possibile indolore all'utente finale la connessione.
Il passaggio totale, definito da NRO "the strong momentum”, avverrà in maniera coordinata attraverso l'accordo, già raggiunto, tra i 5 registri Internet regionali, AfriNIC (Africa), , APNIC (Asia-Pacifico), ARIN (Nordamerica e parte dell'America centrale), LACNIC (America Latina e America centrale) e RIPE (Europa, Medio Oriente e Asia centrale).
Fonte: Heart Web


















