La US National Broadband ha presentato al Congresso degli Stati Uniti, all'inizio della settimana, una serie di proposte tra cui l'obbligo, per i fornitori di servizi Internet, di dichiarare la loro velocità media, quella di picco, e quella minima garantita, in quest'ultimo caso specificando quanta banda viene riservata alla posta elettronica, alla gestione video on-line, al VoIP.
Con una chiara espressione di volontà di far chiarezza nei rapporti tra fornitori e utenti, la Federal Communication Commission ha richiesto, specificamente, che i dati relativi siano sottoposti per l'approvazione all'utente in modo che siano "ragionevolmente comprensibili".
Si tratta di una decisione di grande importanza, considerando la nebulosità delle offerte e spesso la notevole differenza tra quanto promesso e quanto effettivamente messo a disposizione dell'utilizzatore.
Nella stessa bozza si legge che l'iniziativa ha lo scopo di "evidenziare all'utente le caratteristiche di velocità, prezzo e performance totale delle diverse offerte, nell'ottica di un mercato trasparente e competitivo".
La decisione rappresenta una vera importante rivoluzione, con una netta presa di posizione da parte delle istituzioni a difesa dell'utente finale. È da notare che l'iniziativa non è la sola ma anche in Gran Bretagna qualcosa del genere è stata già proposta.
È augurabile che questo esempio sia al più presto seguito anche da noi, dove l'immensa foresta delle offerte, con promesse più o meno caliginose e, quasi sempre, poco mantenute, ha creato, nel mondo della connessione aDSL e, in particolare, del VoIP un esteso, diffuso malcontento.
Fonte: PCPro UK


















