Metà degli italiani non ha mai aperto una pagina web: questo il dato più clamoroso di un rapporto dell'Unione Europea sulla diffusione delle tecnologie ICT nell'Europa a 27 dal 2004 al 2008. E della metà che lo usa, solo una minoranza lo fa regolarmente, dove un "uso regolare" è considerato di almeno una volta alla settimana.
E come percentuale di connessioni per uso privato la media italiana è tra le più basse d'Europa: neanche una famiglia su tre ha una connessione fissa a banda larga (la connessione DSL è invece al 9,3% e – curiosità - all'82% nelle aree rurali), mentre è meglio radicata la banda larga mobile. Questo in un'Europa che è leader mondiale per diffusione del broadband, con 114 milioni di abbonati, e la penetrazione è in crescita.
Di contro, noi italiani siamo patiti del cellulare: questa non è una novità, ma tradotto in numeri fa impressione: con una penetrazione del 152,2%, siamo primi al mondo; la media europea è del 119%, contro l'80% di USA e Giappone.
Tornando a Internet, le attività più gettonate in Italia sono scambiare mail e cercare informazioni su beni e servizi; cresce anche – pur essendo agli ultimi posti in classifica – il ricorso all'e-learning, almeno come ricerca di risorse on line. Agli ultimi posti anche la ricerca di lavoro. Ancora qualche dato: l'e-Commerce ha un impatto trascurabile per l'economia italiana, mentre l'e-business è addirittura superiore alla media europea.
Dati che certo impressionano e che soprattutto ci fanno sentire – come spesso avviene – in ritardo rispetto all'Europa e al resto del mondo. Ma che in fondo non stupiscono troppo, considerato che l'Italia è un Paese di anziani e comunque la web-generation (quelli nati con Internet) costituisce un'esigua minoranza.
Ma a questo punto “la domanda nasce spontanea”: e tutti patiti di Facebook e social network? Evidentemente, sono l'altra metà degli italiani, e ci danno dentro visto che fanno media per tutti...
Fonte: Unione Europea


















