In una conferenza di 90 minuti, tenutasi ieri pomeriggio al campus di Cupertino e riservata a un ristretto numero di giornalisti, il big boss della casa della Mela ha dovuto riconoscere, a denti stretti, i problemi che affliggono attualmente il neonato cellulare dell'azienda.
Fin dal giorno del lancio, avvenuto il 24 giugno, il nuovo iPhone 4 ha mostrato problemi di perdita di segnale in corrispondenza di certe forme d'uso e, in particolare, quando il pulsante di chiusura della comunicazione toccava la guancia dell'utente.
Il problema, immediatamente battezzato "iPhone 4 death grip" (la presa mortale della iPhone) era stato immediatamente stigmatizzato sui blog e aveva assunto particolare importanza quando anche riviste specializzate particolarmente seguite e autorevoli avevano riferito e descritto puntualmente il problema.
Nei giorni scorsi Apple aveva annunciato una conferenza dedicata all'iPhone, senza specificare i particolari degli argomenti su cui si sarebbe sviluppato l'incontro. Era facile però immaginare che esso si sarebbe sviluppato soprattutto interessandosi dei problemi ormai divenuti di dominio pubblico.
Nell'intervista, Jobs ha tenuto pervicacemente a sostenere che i problemi non sono legati alla progettazione dell'antenna, evidenziando, con una mossa che è stata definita "infantile" da alcuni osservatori, come gli stessi problemi affliggono altri smartphone del mercato. In particolare ha citato che lo stesso problema si presenta sui prodotti BlackBerry e Samsung.
L'osservazione non ha fatto altro che irritare ancora di più gli ascoltatori, che speravano di ottenere più soddisfacenti risposte, dal punto di vista tecnico, circa la possibile soluzione di quello che è stato già definito, quasi universalmente, l' Antennagate.
Messo alle strette, Jobs ha ammesso che il prodotto "non è perfetto" e ha dovuto smentire la precedente affermazione in cui l'azienda riferiva di problemi "estremamente rari".
Contraddicendosi in termini riguardo alla inevitabilità del problema, Jobs ha annunciato che sarà disponibile una soluzione rappresentata dalla sostituzione del case che eviterebbe il contatto con la guancia dell'utente.
Il guscio verrà distribuito assieme ai prodotti già presenti presso distributori e potrà essere richiesto, gratuitamente, dagli acquirenti attraverso un form on-line disponibile presso il sito.
Chi però non fosse soddisfatto della situazione anche dopo la sostituzione del case, potrà restituire il cellulare per ottenere un completo rimborso entro un mese.
Reuter, a conclusione dell'incontro, ha effettuato una serie di interviste, presso un Apple Store a New York, chiedendo il parere degli utenti, che non sono apparsi particolarmente entusiasti dell'offerta di sostituzione del case. Su 373 persone intervistate, 213 (circa il 57%) ha riferito di non essere più sicura di voler acquistare un iPhone; ancora, 53 possessori hanno riferito di voler restituire lo smartphone per il rimborso.
Certamente non hanno giovato alla situazione le comunicazioni contraddittorie che Apple ha fornito nelle settimane scorse; inizialmente aveva invitato gli utenti a tenere il cellulare in una posizione diversa (sic!). Successivamente aveva imputato il problema a un bug del software. Questa terza soluzione non può che aver creato confusione nei possibili nuovi acquirenti che non appaiono più particolarmente sicuri del nuovo acquisto.
Tutto l'episodio ha determinato una riduzione in borsa delle quotazioni dell'azienda che sono diminuite in valore, in una settimana, dello 0,62 %.
Fonte: Reuters


















