Steve Jobs entra direttamente nel dibattito sviluppatosi l'ultima settimana per difendere la politica di accettazione nel catalogo Apple delle applicazioni ufficialmente supportate.
Si tratta della risposta all'intervento del blogger Ryan Tate che aveva accusato l'azienda di limitare la libertà e la "rivoluzione" dei prodotti presentati in catalogo. Il cofondatore di Apple ha risposto evidenziando che i limiti imposti dall'azienda riguardano solo i contenuti pornografici o comunque offensivi, e che il processo di approvazione adottato dal gruppo si basa sul principio di offrire all'utilizzatore una "ideale, sicura esperienza".
Riguardo poi al concetto di "rivoluzione", Jobs fa notare che è proprio questa ricerca dell'ordine e della liceità che, all'atto pratico, si trasforma in rivoluzione, interrompendo la libertà, trasformatasi in licenza senza freni, della consolidata tradizione di esperienza su Internet.
"Supporteremo sempre la libertà e la difesa da programmi destinati a raccogliere dati personali, programmi che drenano le risorse delle batterie, programmi che distribuiscono pornografia e, indirettamente, anche pedofilia", ha riferito il CEO, "I tempi stanno cambiando, ed è il momento di assumere le proprie responsabilità nella distribuzione dei contenuti".
"Chi ha figli conosce bene rischi e pericoli di quello che sto riferendo", ha aggiunto Jobs alla fine del comunicato, "È questo il motivo per cui cercheremo sempre di combattere la possibilità di comprare, sviluppare e distribuire contenuti non idonei. Molti potranno essere non d'accordo con noi, ma le nostre motivazioni sono dettate da onestà, buon senso, migliori intenzioni".
La polemica si è sviluppata dopo la rimozione di alcune applicazioni che prima erano state considerate idonee ad essere incluse nel contenuto. L'attenzione dei curatori del catalogo si è orientata al problema dopo la pubblicazione di iPhone 4.0 OS; la rimozione aveva attirato su Apple alcune critiche riguardanti il rifiuto di approvazione, definito da diversi osservatori come tentativo di blocco di applicazioni in concorrenza a quelle più ampiamente supportate da Apple.
Parte del dibattito, pubblicato da Electronista è disponibile qui.
È opportuno far notare che, nel confronto, parte del linguaggio utilizzato potrebbe risultare offensivo.
Fonte: Gawker


















