La più grande batteria di tipo chimico installata negli Stati Uniti è stata messa in esercizio 2 giorni fa a Laverne, in Minnesota.
Si tratta di un gigantesco blocco da 80 tonnellate, più o meno le dimensioni di 2 container accatastati l'uno sull'altro, della straordinaria capacità di 3 milioni di batterie AA ricaricabili.

La gigantesca pila ha la capacità di alimentare 3000 case al massimo dell'esercizio per più di un'ora.
Ma la cosa più interessante è che questa immensa unità è ricaricata dall'energia prodotta dal vento. Inoltre possiede, all'interno, una intera sezione che provvede a gestire e regolare la fluttuazione dei parametri di fornitura e amministra, parallelamente, il flusso di corrente proveniente dalle turbine.
L'unità, acquistata dalla compagnia Xcel, immagazzina principalmente energia durante la notte, quando per una serie di cause naturali il vento diventa più forte e, contemporaneamente, la richiesta di fornitura si abbassa. Al contrario, il massimo prelievo è previsto durante il pomeriggio, al ritorno a casa della maggior parte dell'utenza.
Da tempo, il Dipartimento dell'energia statunitense sta favorendo una serie di iniziative per l'utilizzo di nuove tecnologie destinate all'immagazzinamento di energia elettrica. A tal uopo è stata creata, due anni fa, l'agenzia DOE, direttamente dipendente dal Dipartimento della difesa, che ha ricevuto 20 milioni di dollari per portare avanti lo sviluppo di nuove batterie di tipo chimico per la conservazione stabile di energia su brande scala.
Interessanti risultati pare siano stati raggiunti utilizzando nanotubi, che fornirebbero a questo tipo di generatori la capacità di distribuire grossi quantitativi di energia in tempi relativamente brevi.
Contemporaneamente le stesse ricerche si sono orientate verso nuove forme, che utilizzano metallo liquido e sali allo stato diffusione.
Il direttore di un progetto simile dell’Argonne National Laboratory ha espressamente dichiarato che le nuove ricerche devono orientarsi verso accumulatori di grosse dimensioni, capaci di immagazzinare energia elettrica prodotta da risorse naturali rinnovabili come, appunto, vento e luce solare. Purtroppo, finora gli studi sono stati invece indirizzati verso la produzione di batterie di piccole dimensioni, destinate a utilizzo singolo al personale.
Fonte: MinPost

















