Il periodico statunitense ha riportato che il regime iraniano, utilizzando tecnologie e assistenza di compagnie di telecomunicazioni europee ha messo a punto un sistema per esaminare il contenuto delle comunicazioni individuali on-line su scala massiccia, usando tecniche di deep packet inspection per bloccare l'accesso a siti Web e chiudere connessioni Internet.
La tecnica di verifica consente alle autorità non solo di arrestare comunicazioni ma anche di monitorare la qualità delle informazioni che vengono scambiatela tra persona e persona.
Il governo ha ammesso l'intervento, giustificandolo con lo scopo di bloccare organi e tentativi di disinformazione che attualmente stanno cercando di minare il risultato delle elezioni definite "pacifiche e irregolari".
I particolari dei moduli di controllo e analisi non sono del tutto chiari ma sono stati definiti, da un amministratore di network di Teheran, molto potenti e complessi.
Il sistema è stato messo a punto grazie alla collaborazione di Siemens e Nokia che hanno partecipato alla realizzazione di un centro di monitoraggio, installato presso la compagnia telefonica di monopolio del governo; l'operazione fa parte di un più ampio contratto riguardante la telefonia mobile, contratto vinto dalle due società.
Ricordiamo che già da tempo, dopo i disordini avvenuti nei giorni successivi alle elezioni, il governo aveva bloccato l'accesso a certi siti come Facebook e Twitter giustificando l'operazione con lo scopo di evitare la diffusione di notizie false e comunque lesive per il legittimo governo.
Nonostante ciò, numerose notizie sono trapelate e ampiamente riportate in Occidente, sia sotto forma di testo che di immagini.
Fonte: Wall Street Journal


















