La Corea del Nord, uno degli ultimi "buchi neri" dell'informazione mondiale, avvia i primi passi nel consentire la connessione a Internet. Ma, quando arriverà, questa nuova apertura non vorrà dire libertà di informazione.
Negli ultimi 2 mesi, un blocco di 1024 indirizzi Internet, per molti anni acquisiti dal governo nordcoreano ma mai utilizzati, sono stati finalmente registrati da una compagnia molto vicina al governo ufficiale.
La mossa ha stupito gli osservatori, ai quali comunque non è apparso chiaro il piano che ha determinato l'avvio dell'utilizzo degli indirizzi stessi. Probabilmente essi sarebbero riservati a usi militari o del governo ma l'estrema segretezza che circonda le decisioni interne di questo stato rende impossibile esprimere un giudizio preciso.
A tal proposito, Leonid Petrov, lettore all'università di Sydney, riferendosi alla Repubblica Popolare Democratica della Corea ha affermato che "... se la popolazione nordcoreana potesse avere accesso al World Wide Web si renderebbe conto di quanto sia stata tenuta lontana dalla verità negli ultimi 60 anni. Ma fino a che Kim Jong-il e i suoi successori non saranno spariti, Internet, come altri media gratuiti e liberi, non avranno mai accesso alla Corea del Nord".
Come prevedibile, nessun commento è arrivato da fonti governative nordcoreane.
Fonte:Mis-Asia


















