La crisi sta rendendo obsoleto e inapplicabile il modello di business di Microsoft e molti commentatori concordano sul fatto che si è ormai arrivati a un punto di svolta per il mercato dell'informatica, superato il quale nemmeno il colosso di Redmond avrà la forza di tornare indietro.
L'ultimo spunto alla discussione lo ha dato un articolo di John Dvorak, editorialista di MarketWatch, che fa il punto sull'incongruenza tra l'andamento del mercato, l'evoluzione delle esigenze degli utenti e il tentativo sempre più forzato di mantenere gli elevati margini a cui Microsoft è abituata nella vendita del software.
Le abissali differenze tra sistemi operativi Linux gratuiti, così piccoli e leggeri da essere integrabili come funzione aggiuntiva nel bios di una scheda madre, e le soluzioni costose, pesanti e incapaci di gestire l'hardware in modo efficiente, come Windows Vista, sono ormai davanti agli occhi anche degli utenti più distratti.
Ma soprattutto è Office ad essere ormai un prodotto poco vendibile. Di sicuro non è presentabile a un prezzo di diverse centinaia di euro per licenza, malgrado su di esso Microsoft ha sempre orientato una parte importante del suo business.
A completare il quadro c'è la crisi, e con essa i cambiamenti nelle priorità degli utenti, che si stanno orientando verso scelte molto più razionali.
Tutto fa quindi pensare che le vecchie strategie di Microsoft siano arrivate davvero al capolinea ed è probabile che per il numero uno del software sia già troppo tardi per reagire.
L'articolo originale di MarketWatch lo trovate qui.


















