Dopo due anni la D90, sostituisce la media di casa Nikon e arriverà a fine settembre. Se all'esterno non è molto diversa dalla D80, è ben più di un aggiornamento di routine. Le novità sostanziali, come il sensore Cmos e il live view, sono riprese in parte dalla categoria superiore (la D300), ma la D90 ha anche caratteristiche inedite, come la possibilità di generare video motion jpeg in alta definizione a 720p (1280x720 pixel) a 24 frame per secondo con audio.

A prima vista la nuova Nikon D90 è quasi identica alla precedente D80, e la continuità in questo senso è a tutto vantaggio dei nikonisti. Alche gli ingombri sono gli stessi, mentre il peso sale di 40 grammi.
La D90 monta il sensore Cmos formato DX (23,6x15,8 mm) da 12,3 Megapixel effettivi della D300 (la D80 ne aveva 10) con sensiblità ISO da 200 a 3200, estensibile in alto a 6400 e in basso a 100. Come il modello precedente, può montare senza limitazioni tutti gli obiettivi con attacco Nikon, essendo dotata di motore di messa a fuoco. Il fattore di moltiplicazione dei valori di focale è 1,5x.
Il processore d'immagine è il Nikon Expeed che sulla D90 elabora il Raw a 12 bit, contro i 14 bit della D300, ma la velocità della macchina è cresciuta. I valori dichiarati sono 0,15 s per l'avvio, 0,065 s di ritardo allo scatto e 4,5 fps per la raffica. E a proposito di scatti, se ne possono fare circa 850 con una ricarica della batteria, e 100.000 prima di rischiare di “logorare” l'otturatore.
La novità assoluta sono i filmati, completi di audio mono, grazie al piccolo microfono frontale, alla definizione di 1280x720 pixel, in formato panoramico. Volendo, sono disponibili anche risoluzioni inferiori: 640x424 e 320x216. Per vederli sulla TV ad alta definizione c'è anche la presa HDMI. Ma si possono anche rivedere bene già sulla macchina, grazie all'ampio LCD da 3 pollici, lo stesso eccellente schermo della D3 e della D300 con 920.000 pixel, e all'altoparlante incorporato. Nikon stessa sottolinea il vantaggio di sfruttare per i video un Cmos da 23,15,8 mm al posto dei piccoli sensori delle videocamere compatte: i risultati dichiarati sono migliore qualità d'immagine, minima profondità di campo, grandi risultati in termini di sensibilità ISO, che si può alzare per compensare le condizioni di luce scarsa.
C'è poi l'atteso Live View, che permette d'inquadrare senza tenere la macchina incollata all'occhio, e quindi anche da posizioni difficili o in studio, magari inquadrando e scattando da una postazione remota.
Al Live View è abbinato il sistema autofocus a rilevazione del contrasto, che non richiede di abbassare lo specchio e quindi interrompere neppure per un attimo l'anteprima. La D90 mantiene comunque l'AF a 9 punti della D80 arricchito dal tracking 3D bastao sul sensore a 420 segmenti che segue il soggetto in movimento identificandone il colore.
La D90 può essere usata anche dagli utenti alle prime armi e integra funzioni come il Face Detection e il Riconscimento Scena, che identifica le caratteristiche dell'immagine e regola messa a fuoco, esposizione e bilanciamento del bianco.

La D90 dall'alto: il selettore dei modi comprende anche le Scene programmate, e si trova a sinistra per lasciare spazio all'Lcd di stato secondario, cui altri hanno rinunciato da tempo; si vede anche che l'obiettivo montato è il nuovo AF-S DX VR 18-105 mm f/3.5-5.6G ED stabilizzato, presentato insieme alla nuova reflex.
In fase di revisione si possono visualizzare sul grande display 72 miniature a schermata, vedere le foto ordinate per data oppure controllare con l'istogramma un dettaglio dell'immagine. Inoltre è stata arricchita la sezione “ritocco in camera” con il raddrizzamento automatico, il controllo distorsione e l'effetto fisheye.


















