Il dato preoccupa Google che controlla il portale video per antonomasia, perché è nettamente inferiore alle previsioni.
Tra l’altro Google ha dovuto ridurre significativamente il numero di clip a cui abbina la pubblicità, togliendo i numerosissimi video che avrebbero potuto violare il diritto d'autore, come diretta conseguenza dei problemi giudiziari di YouTube che in qualche caso sono arrivati a infiammare le aule dei tribunali statunitensi.
Il leader della pubblicità su Internet vende infatti spot solo per i videoclip pubblicati su YouTube e approvati dalle media company o da altri partner, che rappresentano una quota irrisoria del 4% rispetto ai filmati presenti sul sito.
Da parte loro, infatti, gli inserzionisti pubblicitari chiedono contenuti che non violino il copyright per evitare le eventuali cause giudiziarie. Ed è noto a tutti che la maggior parte delle clip di YouTube ha una provenienza assai poco controllata.
Google ha ha reso noto che accetterà anche spot pubblicitari da far comparire prima o dopo i video su YouTube. Questa formula è certamente gradita agli sponsor ma farà storcere il naso agli affezionati di YouTube che saranno costretti a subire gli spot prima di poter iniziare la riproduzione dei contenuti desiderati.
Fonte: Reuters


















