Diventa sempre più insistente e degna di attenzione la notizia, riportata dal presidente di Asstel e dall'amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi, secondo cui la società che tutela il diritto di proprietà degli autori e degli editori vorrebbe estendere la tassa già in vigore sugli apparecchi di registrazione, imponendola anche ai PC e ai telefoni cellulari.
La notizia è circolata, alla fine della settimana, durante lo svolgimento delle Giornate di Studio Marconiane, organizzata dalla fondazione Ugo Bordoni. I due dirigenti hanno riferito di una riunione tenutasi presso il Ministero dei Beni Culturali in cui l'azienda che tutela, in Italia, i diritti d'autore vorrebbe imporre una tassa sull'acquisto di apparati di elaborazione e trasferimento dati, come PC e telefonini, così come avviene già per gli apparati per la duplicazione di contenuti, come masterizzatori e videoregistratori.
Questo nuovo balzello (si parla di una imposta una tantum di 2 euro per cellulare) è stato giudicato ingiustificato dai 2 funzionari che hanno sottolineato a chiare lettere che la SIAE già percepisce circa 60 milioni di euro per gli apparecchi di registrazione già nominati. Questo nuovo modo di tassare l'industria della comunicazione non farà altro che far aumentare ancora di più i prezzi che, inevitabilmente, si ripercuoteranno sull'utenza.
I due funzionari hanno inoltre evidenziato come l'imposizione della tassa parta, così come è avvenuto per gli apparecchi di registrazione, da una presunzione di reato, chiamando in causa la giustificazione della SIAE che ha riferito che la stessa tassa ha la sua giustificazione nella possibilità di trasferimento di materiale sottoposto a copyright tra possessori di PC e telefonini.
Ma tutto questo cozza contro qualunque elementare norma giuridica che prevede, al contrario, che la colpevolezza non possa essere presunta ma solo dimostrata a posteriori.
Nonostante questa più che giusta osservazione, è molto probabile che il progetto passi, attraverso un decreto dei Beni Culturali di concerto con il Gruppo di Programmazione di Sviluppo Economico.
Fonte: Ministero per lo Sviluppo Economico

















