L'evento disastroso che ha colpito l'isola di Hispaniola ha mostrato come diverse forme di tecnologia siano capaci di intervenire a sostegno di una popolazione colpita da un disastro.
Servizi di mappe on-line, donazioni attraverso il cellulare, contatti e posta elettronica hanno fatto a gara, in questi giorni, per mettere a disposizione le forme più aggiornate di aiuti e contatti in sostegno della nazione colpita dal terremoto.
In prima linea Microsoft, che ha donato 1, 25 milioni di dollari in forma diretta e ha messo a disposizione una serie di risorse tecnologiche per NetHope, che coordina una serie di organizzazioni umanitarie come Care, MercyCorps e WorldVision.
Cisco e Intel, tra i principali promotori di NetHope, sono intervenuti immediatamente per fornire un supporto di comunicazione tra le varie agenzie che coordinano gli aiuti alle vittime.
Google, dal canto suo, non è stata da meno, mettendo immediatamente a disposizione un finanziamento di un milione di dollari e provvedendo, immediatamente il giorno successivo all'evento, ad aggiornare il suo servizio di mapping e di immagini puntuali da satellite per consentire agli operatori di valutare immediatamente i danni e coordinare gli interventi.
Inoltre il gigante dei motori di ricerca ha creato una pagina Web destinata a coordinare le comunicazioni delle agenzie di aiuto umanitario come la Croce Rossa e l'associazione Medici senza Frontiere.
Apple, ancora, permette agli utenti di iTunes di effettuare donazioni da 5 a 200 dollari attraverso il proprio account su eStore.
Ma non è finita: Yele, un'organizzazione caritatevole fortemente patrocinata dalla star di hip-hop Wyclef Jean, sta collezionando, on-line, milioni di dollari in donazioni. Dalla fine della settimana scorsa, due account su Twitter, "Yele” ed “Help Haiti" hanno messo a disposizione un ambiente di microblogging che si è rivelato di importanza fondamentale durante le prime ore del disastro.
L'elenco potrebbe continuare in maniera indefinita, considerando che praticamente ogni giorno si stanno aggiungendo nuove iniziative. È importante comunque citare, alla fine, un “person finder” messo a disposizione da Google su HaitiCrisis.appspot.com, , destinato a consentire contatti tra persone disperse. Facebook ha aperto, inoltre, un account generico, "Earthquake Haiti" che ha già collezionato circa 200.000 membri.
Ancora, New York Times e CNN stanno continuamente pubblicando una serie di immagini di persone disperse o di cui non si hanno più notizie.
Fonte: Yahoo News


















