Gerry Yang, CEO della società cui fa capo lo storico motore di ricerca, ha ritenuto utile indirizzare la lettera ai suoi dipendenti dopo che negli ultimi giorni uno scambio di lettere tra Yahoo e l’investitore miliardario Carl Icahn, azionista della società, ha surriscaldato l’atmosfera.
Oggetto del vivace scambio di lettere è stato il proxy contest che si svolgerà nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti di Yahoo del 1 agosto 2008. Nella sua lettera Young spiega ai dipendenti che un proxy contest avviene quando uno o più azionisti propongono un consiglio d’amministrazione diverso da quello sostenuto dalla società.
Insomma, siamo di fronte a una dura battaglia per il potere. Icahn vuole spodestare l’attuale consiglio d’amministrazione della società, mentre Yang non ha intenzione di mollare il colpo e chiede ai suoi dipendenti la massima coesione nel perseguire gli obiettivi strategici al fine di mantenere la competitività e infine l’identità di Yahoo.
La situazione è diventata rovente dopo l'abbandono del tavolo delle trattative da parte di Microsoft che ora si mostra, almeno in apparenza, molto meno interessata a comprare Yahoo. Il colosso di Redmond in un primo momento aveva minacciato di rivolgersi proprio all'assemblea degli azionisti per chiedere di sfiduciare Yang e il suo gruppo. Poi ha ritirato la minaccia e l'offerta, ma forse qualche manovra sotterranea in questo senso è ancora in atto. Sicuramente se Yang se ne andasse Microsoft potrebbe tornare alla carica, con l'appoggio di molti azionisti Yahoo che avrebbero preferito cedere la società e incassare i guadagni invece che continuare a navigare in acque agitate.
Fonte: CNet


















