Lo riferisce il Wall Street Journal, che riporta una nota di Google in cui si legge che l'azienda ha incontrato notevoli difficoltà nel distribuire traffico in Iran, con altrettanti pari problemi da parte di utenti di accedere al proprio account Gmail, sebbene il network del paese non presenti alcun problema di funzionamento.
Il fenomeno si collega ai recenti episodi legati alle proteste dell'opposizione, verificatesi la settimana scorsa in occasione dell'anniversario della rivoluzione islamica del 1979. In quel caso i protestanti hanno utilizzato i servizi di Twitter e Gmail per distribuire notizie sull'avvenimento che sulle relative forme di repressione, così come era avvenuto in giugno scorso durante uno dei più gravi episodi di crisi del paese.
Il servizio di telecomunicazioni iraniano ha annunciato che sta per sospendere alcuni servizi nazionali di e-mail per tutti cittadini iraniani, mantenendo vago il riferimento al Google. Lo stesso motore di ricerca non ha espresso un parere definitivo sull'episodio, pur ammettendo che qualcosa sta sfuggendo al controllo dell'azienda.
Nessun commento diretto è venuto dal governo di Teheran, ma il Dipartimento di Stato statunitense ha già espresso una nota in cui riferisce che "... mentre le tecnologie dell'informazione stanno avvicinando sempre più i popoli consentendo la comunicazione globale come mai era avvenuta prima, il governo iraniano sembra determinato a negare questa possibilità ai suoi di cittadini, impedendo loro di esprimere liberamente pareri e idee".
Un portavoce del Dipartimento di Stato, P.J. Crowley, ha dichiarato che "... nessun muro virtuale sarà capace di resistere, nel ventunesimo secolo, meglio di un muro fisico realizzato nel ventesimo".
Fonte: Reuters


















