Nessuna censura a Internet nelle intenzioni del Governo: lo dichiara il ministro dell'Interno Maroni. La via scelta per evitare che la Rete sia usata per istigare alla violenza o al reato – tema tornato alla ribalta dopo l'aggressione a Berlusconi - non sarà né un decreto né una legge speciale per il web.
L'intenzione è invece quella di proporre un disegno di legge per affidare ai magistrati maggiori poteri di intervento anche per i siti Internet, equiparati agli altri mezzi d'informazione, come TV e giornali. I giudici potrebbero ordinare la rimozione dei contenuti giudicati illeciti (fino a costiture reati quali istigazione a delinquere o l'apologia di reato) oppure - nei casi più gravi - disporre il blocco dell'accesso da parte degli utenti ai contenuti incriminati. Per questo però occorre la collaborazione dei gestori dei siti web.
E a questo proposito, un apprezzamento del ministro va a Facebook per aver prontamente rimosso i gruppi pro-Tartaglia comparsi all'indomani dei fatti di Milano. E Maroni sembra voler seguire proprio la linea del social network, i cui gestori si erano dichiarati contrari al “giro di vite” sulla Rete. La linea, sostenuta anche dal presidente della Camera Fini - è semplice: sì alla libertà di espressione, no alla violenza.
Fonte: Excite Italia

















