La sentenza rappresenta l'ultimo passo di una causa intentata nel 2006 da una delle più grosse case editrici francesi, Le Seuil, che aveva accusato, prove alla mano, Google di aver digitalizzato e messo on-line 4000 sue opere senza autorizzazione.
Il tribunale di Parigi ha stabilito che la pubblicazione on-line di interi volumi o di suoi estratti rappresenta, da una parte, una violazione del diritto d'autore, dall'altra una concorrenza non autorizzata nei confronti delle case editrici.
Alla denuncia di Le Seuil si era aggiunta quella di altri tre gruppi editoriali, ai quali è stato riconosciuto il danno di € 300.000. Inoltre l'azienda è stata condannata al pagamento simbolico di un euro da corrispondere alla società degli autori francese.
Nell'atto di citazione il gruppo di case editrici aveva chiesto il risarcimento di un danno di 15 milioni di euro, tra danni e interessi.
Il procedimento si inquadra nella più ampia decisione del 2005 di Google di digitalizzare milioni di libri, negli Stati Uniti e in Europa per renderli disponibili on-line. La corte francese ha rigettato le ipotesi degli avvocati del colosso americano e ha imposto la cancellazione di tutte le opere digitalizzate dalla rete entro un mese, con una penale di € 10.000 per ogni giorno di ritardo.
Lo studio legale che difendeva gli interessi delle case editrici ha dichiarato, attraverso un suo portavoce, che la decisione di pubblicare materiale on-line senza autorizzazione "è illegale, pericolosa, e pregiudiziale per i diritti delle case editrici e degli autori".
Il presidente Sarkozy ha annunciato lunedì scorso che il governo utilizzerà 750 milioni di dollari per digitalizzare tutti tesori di proprietà nazionale, avocando a sé, tra l'altro, questo diritto e quello di pubblicazione, con qualunque mezzo, delle relative immagini.
Fonte: SMH


















