H Security, un gruppo specializzato nell'analisi dei sistemi di sicurezza, ha rivelato ieri che Windows si porta appresso, fin dal rilascio della versione 3.1 nel 1993, un buco della vulnerabilità, presente in tutti quanti i sistemi operativi a 32 bit che si sono succeduti da allora.
Il problema è legato a un errore di codice dell'ambiente VDM (Virtual DOS Machine), destinato a supportare le applicazioni a 16 bit. Secondo quanto riferito, la falla consentirebbe di accedere direttamente allo stack dei processi in corso con possibilità di modificare il kernel interno. Nel comunicato si legge che questa falla ha la capacità di aprire l'accesso a privilegi di sistema da parte di attaccanti, creando un reale pericolo nel sistema di sicurezza interno.
Microsoft ha dichiarato, dopo la notizia, che l'azienda sta verificando l'effettiva validità dell'ipotesi, anche se ha contemporaneamente affermato che finora non è stato mai segnalato alcun problema riguardante la presunta vulnerabilità. Ove mai questa fosse accertata, il patch relativo verrebbe inserito nel processo mensile di aggiornamento, anche se non è escluso che, ove mai ne fosse accertata una specifica pericolosità, potrebbe essere oggetto di un upgrade fuori del ciclo periodico.
La vulnerabilità è stata scoperta da un membro del gruppo di analisi della sicurezza di Google, tal Tavis Ormandy. La falla è risultata presente in Windows XP, Server 2003 e 2008, Vista e anche in W7. Ormandy ha riferito di aver già comunicato a Microsoft la sua scoperta nell'estate del 2009 ma di non aver mai ricevuto né risposta né informazioni circa la risoluzione del problema.
Contemporaneamente all'annuncio, lo stesso ricercatore ha fornito una soluzione abbastanza semplice del problema: è sufficiente disabilitare il sottosistema MS-DOS selezionando la sezione di compatibilità delle applicazioni (nell'ambiente dei componenti Windows), abilitando l'opzione che previene l'accesso ad applicazione a 16 bit. La funzione è disponibile solo su sistemi Windows 2003; per gli altri occorre modificare una chiave di registro, così come illustrato nel riferimento indicato nella fonte.
In questo caso solo gli utenti (ormai ridotti al minimo) di pacchetti di questo genere avrebbero problemi all'avvio di questo tipo di applicazioni ma si tratterebbe, in ogni caso, di un prezzo abbastanza accettabile, in attesa della soluzione che, augurabilmente, Microsoft fornirà.
Fonte: H Security


















