Come già da tempo annunciato, Microsoft ha cominciato a offrire agli utenti di Windows 7 un aggiornamento legato alla nuova politica antiprateria dell’azienda.
L’aggiornamento del WAT (Windows Activation Technologies), il sistema anticontraffazione comunemente noto come WGA (Windows Genuine Advantage), ha sollevato molte critiche da parte degli osservatori, che hanno consigliato gli utenti, attraverso blog e comunicati ufficiali, di evitare di scaricare questo aggiornamento.
Al momento dell’annuncio, avvenuto alcune settimane fa, del prossimo upgrade del sistema, Microsoft aveva motivato l’iniziativa con la necessità di individuare e bloccare più di 70 “activation exploits”, sistemi di attivazione (o di disabilitazione del modulo di riconoscimento) illegali del System 7, che, nella maggior parte dei casi, si erano dimostrati più che capaci di aggirare le procedure di riconoscimento della genuinità del prodotto.
La più forte critica al sistema è rappresentata dalla nuova funzionalità del WAT, che provvede, ove mai sia installato il nuovo aggiornamento, a eseguire una verifica ogni 90 giorni attraverso una funzionalità (che Microsoft ha definito “phone home”, telefonata a casa) che collega peridicamente il sistema a un server Microsoft, che, da remoto, provvederà a una successiva identificazione e riautenticazione.
Questa procedura è stata ritenuta, non a torto, invasiva dei diritti di privacy dell’utente, che non ha coscienza di quando e come avviene la riautenticazione stessa. Al momento della installazione iniziale, l’utente volontariamente accetta di collegarsi con il sistema di riconoscimento per consentire la verifica della genuinità; in questo caso si tratta di un patto bilaterale, adeguatamente accettato dalle due parti. Ma il nuovo modulo di verifica periodico elude l’accettazione successiva, imponendo una procedura unilaterale definita, unanimemente, vessatoria e “di regime”.
E’ da ricordare che (almeno per ora) la nuova procedura vale solo per W7; né Vista né XP rientrano in questo progetto. Ma Microsoft non ha definitivamente escluso che, in futuro, un modulo di questo genere possa essere adottato anche per sistemi operativi più vecchi.
Fonte Goodgear Guide


















