Microsoft vs UE, Redmond abbassa la testa

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12 2009
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Di Raffaello De Masi

Sparisce da Windows Internet Explorer obbligatorio

 

La lunga battaglia legale che ha contrapposto la Comunità Europea al colosso americano è giunta al termine.

La commissione antitrust di Brussels ha ottenuto la garanzia che chi installerà Windows potrà scegliere il browser di sua preferenza senza per questo essere obbligato a mantenere, nel sistema, anche Internet Explorer, cosa inevitabile fino ad oggi.


Il commissario speciale del gruppo che da tempo segue il problema, Neelie Kroes, ha apertamente espresso la propria soddisfazione per la conclusione della lunghissima vicenda che vedeva imporre l'uso di Internet Explorer come browser predefinito e, cosa ritenuta ancora più inaccettabile, non disinstallabile.


Nella lunga controversia che ha caratterizzato la vicenda, Microsoft aveva rischiato, proprio per la sua pervicacia nel voler sostenere l'integrazione del suo browser nel sistema operativo, una multa pesante. Da circa due  anni i commissari europei avevano accusato la società di abuso di posizione dominante, trascinandola in un giudizio che ha raggiunto, qualche giorno fa, la sua definitiva conclusione.


Da questo momento, chi installerà Windows si ritroverà, durante il processo, di fronte a una schermata di scelta che gli permetterà di selezionare, una volta per tutte, il browser preferito da una lista di 12, dai più noti è diffusi tra i più sconosciuti tra cui, ovviamente, non potevano mancare Opera, Firefox, Safari, Chrome.


La vera novità sta nel fatto che questa funzione, oltre che essere implementata nei nuovi sistemi operativi in distribuzione, verrà inserita anche in quelli già correnti, tramite un aggiornamento che interesserà tutti i sistemi operativi da Windows XP in poi.


La Microsoft ha tempo fino a marzo 2010 per mettere a punto i tool adatti a garantire questa scelta che, tra l'altro, comprenderà anche la possibilità di poter disinstallare definitivamente Internet Explorer attualmente presente in default.


Le pene pecuniarie previste per il ritardo nell'inadempienza sono piuttosto pesanti, rappresentate da una multa pari al massimo del 10% della cifra d'affari annuale del gigante dell'informatica.

Come si vede, la comunità europea è stata davvero di mano pesante, proseguendo in una battaglia che dura da anni e che ha già visto Microsoft multata di 1,6 miliardi di euro per aver mantenuto nascoste informazioni relative al proprio software, con lo scopo di impedire l'interfacciamento e l’interoperabilità con altri prodotti analoghi.


Fonte:Yahoo! Finance

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Venerdì 12 Marzo 2010

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