Ultimo atto della lunga contesa che ha visto, in questi mesi, al centro dell'attenzione il più diffuso pacchetto di word processing nel mondo. Una corte federale ha imposto alla casa di Redmond di interrompere, tempo tre settimane, qualsiasi operazione di vendita di prodotti contenenti questo software.
Inaspettatamente, Microsoft ha dichiarato di essere pronta ad obbedire, senza ulteriori appelli, all'ordinanza. Un portavoce ha assicurato che l'azienda sta organizzando rapidamente tutte quante le azioni per rispettare la sentenza, che andrà in vigore dall'11 gennaio prossimo.
La decisione della Corte d'appello federale rappresenta l'ultimo atto di una contesa iniziata nel settembre scorso quando una commissione, composta da 3 giudici, ritenne che il prodotto non rispettava i corretti standard di concorrenza, ordinando la sospensione della vendita di Word per il 10 ottobre successivo.
La decisione fu poi sospesa in quanto Microsoft, insieme a numerosi produttori di hardware collegati (primo tra tutti Hewlett-Packard), prospettò la possibilità di un enorme caos nelle vendite e più in generale nel mercato con effetti che, a suo tempo, furono definiti disastrosi.
Secondo Microsoft, per obbedire all'ordinanza ci sarebbero voluti, inoltre, 5 mesi di lavoro ma, in prospettiva del prossimo lancio della versione 2010, Microsoft stessa ha preferito proseguire sulla strada degli appelli, rischiando quello che effettivamente successo, in attesa dello sviluppo completo della nuova versione che non dovrebbe presentare gli stessi problemi.
Nell'occasione, la corte federale si dichiarò disposta a rimandare ogni decisione dei 5 mesi necessari per mettere a punto la manovra. Microsoft, al contrario, ha utilizzato proprio i mesi intercorsi fino ad oggi per effettuare, grazie a una serie di operazioni promozionali, una estesa distribuzione dei suoi prodotti ancora in giacenza, pur essendo a conoscenza che il 10 gennaio sarebbe stato l'ultimo giorno concesso dai giudici.
Microsoft ha affermato, in un comunicato stampa, di essere pronta a rispettare le ingiunzioni dei giudici e di aver avviato tutte quante le procedure per sospendere la vendita del prodotto. È opportuno comunque ricordare che l'ingiunzione vale solo per gli Stati Uniti, e che Microsoft non ha, secondo la sentenza, l'obbligo di fornire una modifica per le copie già vendute ma è obbligata a ritirare dal commercio tutti i prodotti in giacenza presso i rivenditori entro la data stabilita di gennaio.
La versione 2010 di Word ed Office è già pronta per rispettare le nuove regole, che non contiene la tecnologia che è stata oggetto della ingiunzione dei giudici.
In un comunicato a lato, il direttore delle vendite di Microsoft non ha escluso, comunque, la possibilità di proporre un nuovo appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Ricordiamo infine che l'azienda, congiuntamente, è stata condannata al pagamento di 300 mi lioni di dollari di danni.
Fonte: CIO Com.


















