Sebbene una percentuale compresa tra l'80 e il 90% della posta elettronica sia rappresentato da spam, e che una infinità di gruppi di ricerca e di aziende votate alla sicurezza evidenziano i pericoli presenti in quest'area ancora un'infinità di utenti continuano a leggere lo spam e, ancora più pericolosamente, ad aprire gli allegati contenuti in questo tipo di missive.
Una inchiesta portata avanti dalla MAAWG ha evidenziato che circa metà degli utenti affermano di aprire, regolarmente o saltuariamente, messaggi riconosciuti come spam, pur essendo consci che potrebbero essere responsabili della distribuzione di virus.
Il 36% delle persone intervistate ha infatti dichiarato di essere sicura, aprendo un messaggio non richiesto o indesiderato, di saper riconoscere la possibilità di una infezione o, comunque, di una minaccia.
La preoccupazione da parte dei produttori di antivirus e, più in generale, di antimalware, in questo senso, si sta dimostrando sempre più fondata. L'illusoria sicurezza da parte dell'utenza più giovane, che si ritiene capace di riconoscere che fronteggiare minacce e rischi, crea un ambiente di falsa fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità che i produttori di malware conoscono bene e sono capaci di sfruttare al meglio per raggiungere il proprio scopo.
Dall'inchiesta risulta che almeno la metà di quelli che aprono spam lo fanno intenzionalmente e, di questi, il 25% addirittura accetta, ricorre, leggendo il messaggio, all'opzione di cancellazione della sottoscrizione, ignorando che questa tecnica, inserita nello spam, ha il compoito proprio di verificare l'esistenza del corrispondente.
Inoltre, l'11% clicca il link del contenuto nello spam e l'8% avvia applicazioni in esso contenute. Inoltre, il 4% reinvia spam a propri amici. Ma la cosa più curiosa è che almeno il 44% degli utenti si dichiara "esperto" nel saper riconoscere con sicurezza le minacce.
Tra questi pseudoesperti primeggiano i tedeschi, con il 33%, seguiti dagli spagnoli, dagli inglesi e dagli statunitensi. I più sospettosi, nei riguardi dello spam, sono apparsi i francesi.
Circa il 40% degli utenti ritiene responsabile dello spam e della relativa distribuzione la scarsa attenzione da parte dei provider; il 25% di essi non si fida dei prodotti antispam, sia stand-alone che compresi nei prodotti di Internet Security.
L'inchiesta, eseguita nel gennaio scorso, è stata, nei giorni scorsi, riportata completamente, per quel che attiene ai risultati, qui


















