Una delle più grandi sfide legate alle missioni NASA in orbita su altri pianeti è quella di ridurre, per quanto possibile, i tempi di trasmissione e ricezione delle comunicazioni. La spedizione e la ricezione di dati da una navicella spaziale o da apparecchiature presenti sulla superficie di altri pianeti richiede un lungo intervallo di tempo, anche alla velocità della luce.
La NASA ha annunciato che sta testando un nuovo tipo di comunicazione nello spazio profondo, anche se, scherzosamente, nel comunicato viene detto che "siamo ancora lontani dal tipo di trasmissione nel subspazio visto nei film di fantascienza”. In ogni caso il nuovo sistema rappresenterebbe un miglioramento significativo degli ormai standard metodi di comunicazione.
Nel comunicato la NASA definisce questa nuova forma di comunicazione come l’Internet dello spazio profondo. Adrian Hooke, caposezione del progetto, ha presentato il nuovo ambiente con il curioso nome di Internet interplanetario.

Le comunicazioni Internet sulla terra sono possibili grazie all’esistenza del protocollo TCP/IP. Per questo nuovo genere di trasmissione la NASA ha messo a punto un nuovo protocollo, definito DTN (Disruption Tolerant Networking) preparato a resistere in maniera robusta ai problemi di ritardo, corruzione e disconnessione legati alla navigazione spaziale.
Il sistema sarebbe capace di recuperare integralmente trasmissioni anche quando un mezzo interplanetario si trovi in zona d’ombra di un pianeta o sia soggetto a tempeste solari e a corruzioni di trasmissione su lunga distanza e con gravi ritardi. Esperimenti effettuati con periferiche presenti sulla superficie di Marte (sono state trasmesse e ricevute immagini e blocchi di dati scientifici) hanno dimostrato l’efficienza di questo sistema.
Hooke ha evidenziato come, mentre nel protocollo TCP/IP è prevista una connessione costante per la trasmissione, nel DTN mittente e destinatario possono essere reciprocamente disconessi, con ii pacchetti di dati tenuti in serbo fino a quando si ristabilisce una connessione sicura.
Il protocollo è stato sviluppato attraverso una partnership tra la NASA e Vint Gray Cerf, considerato uno dei padri di Internet.
Fonte: NASA

















