Nati nel 1920, i transistor sono passati dalle dimensioni di un pacchetto di sigarette a quella di un piccolo fagiolo degli anni 70. Adesso, nella corsa alla miniaturizzazione, diventano invisibili.
Lunedì scorso è stato annunciato un transistor composto di un solo atomo; frutto della ricerca di un team finlandese/australiano, apre nuove frontiere nella progettazione, integrandosi perfettamente nella tecnologia nanoscale che sta facendo, negli ultimi mesi, impressionanti progressi.
La messa a punto di un componente così importante è legato alla scoperta di uno strano effetto individuato analizzando il comportamento, in ottica di meccanica quantistica, degli atomi. In presenza di certe condizioni, che possono essere riprodotte artificialmente in modo stabile, gli elettroni possono avviare una sessione di tunneling attraverso una barriera fisica.
Modificando opportunamente la tensione all'interno di un conduttore, è possibile spostare elettroni, su un atomo di fosforo, in maniera guidata, facendo comportare lo stesso atomo come se fosse un transistor.
Il portavoce del gruppo ha affermato che il comportamento degli atomi sull'orbita può essere controllato in maniera assolutamente precisa e, pertanto, utilizzato per essere combinato in strutture più ampie, con un occhio alla messa a punto di un microprocessore basato su questa teoria.
Il dottor Mikko Mottonen, membro del gruppo di progettazione, ha riferito che la sperimentazione continua, in quanto lo stesso gruppo ha intenzione di mettere a punto, in futuro, un computer basato su meccanica quantistica, ambiente definito la vera grande strada per un nuovo futuro delle macchine da calcolo.
Fonte: Science Daily


















