Per la fine del prossimo decennio, è probabile che il computer possa essere completamente guidato attraverso la mente.
Non si tratta di un esperimento o di una notizia provenienti da un sofisticato ed esclusivo laboratorio universitario; gli esperimenti in tal senso sono stati avviati, da un anno, dalla Intel che, nel suo laboratorio di Pittsburgh, ha impegnato notevoli risorse nello studio delle onde cerebrali umane, continuando a sperimentare interfacce capaci di guidare computer, utilizzare apparecchi televisivi, comandare a distanza telefoni cellulari.
L'aspetto fantascientifico del progetto sta nel fatto che prevede l'amplificazione delle onde cerebrali attraverso sensori impiantati direttamente nel cervello di una persona.
I ricercatori hanno chiarito che non si tratta di una ipotesi fantascientifica ma che esistono tutti i presupposti, a livello tecnico, perché il progetto possa andare in porto e reso applicabile alla vita quotidiana.
"La mente umana è qualcosa di estremamente adattabile" ha affermato Andrew Chien, vicepresidente del settore ricerca e dirigente della sezione tecnologie del futuro ai laboratori Intel, "e utilizzarla per questo scopo ne scalfisce appena le sue enormi potenzialità".
Un altro ricercatore dello stesso gruppo, Dean Pomerleau, ha evidenziato come l'utenza sia ormai stanca di dipendere da periferiche manuali di interfacciamento e sia alla ricerca di nuove forme di interazione con la macchina. In una recente inchiesta ha presentato una serie di risultati di inchieste in cui l'utenza appare sempre più frustrata dall'utilizzazione delle dita per manipolare l'interfaccia con il PC.
Intel ha anche rivelato che al progetto sono stati invitati l’università Carnegie Mellon e l'istituto superiore di ricerca dell'Università di Pittsburgh, e che il progetto si è arricchito, nel mese scorso, di un sofisticato apparecchio, personalizzato secondo le richieste del gruppo di progettazione, di risonanza magnetica funzionale, destinato a verificare le modifiche del flusso sanguigno in specifiche aree della mente, in presenza di particolari stimoli.
Lo stesso Pomerleau ha poi rivelato che numerosi esperimenti, con risultati incoraggianti, sono già stati eseguiti all'interno del laboratorio, anche se le attrezzature utilizzate, specialmente quelle sul soggetto umano, sono ancora particolarmente ingombranti.
Ricordiamo che due anni or sono un gruppo di ricercatori statunitensi giapponesi dimostrò come fosse possibile adattare la mente umana per controllare un robot umanoide. A quell'esperimento seguiranno diversi altri, sviluppati nell'università dell’Arizona e presso i laboratori di ricerca della Yale University.
Fonte: Congoo

















