Il sistema GPS è ormai divenuto pressoché indispensabile nella navigazione stradale. Quasi tutte le automobili di nuova generazione sono dotate o almeno predisposte per utilizzare questo sistema, che libera l'utente dalla ricerca, talvolta non semplice, di indirizzi e di percorsi alternativi.
Una ricerca portata congiuntamente avanti dalla Lockeed e dalla Boeing permetterà di disporre, nel prossimo futuro, di sistemi anche più precisi, grazie a una maggiore capacità di interpretazione del segnale trasmesso da una nuova famiglia di satelliti, la cui messa in orbita è praticamente conclusa, e che garantirà, a quanto promesso, precisione dell'ordine del metro e anche meno.
La notizia, riportata da alcuna stampa come rivoluzionaria, dimostra però scarsa conoscenza della tecnologia; il grosso problema del posizionamento GPS non dipende, infatti, dalla precisione del segnale satellitare, attualmente più che sufficiente a garantire una individuazione precisa, ma dalla potenza del modulo ricevente, potenza che, attualmente, non è tale da poter garantire la localizzazione precisa da parte del segnale.
A titolo di esempio è da tenere presente che impianti tecnologici sfruttano già attualmente il segnale disponibile per un posizionamento estremamente preciso; le piattaforme petrolifere di tipo non ancorato, tanto per intenderci quelle posizionate in mare profondo (come la Deepwater Horizon di triste recente memoria), sfruttano da tempo un posizionamento GPS molto preciso per mantenere la loro posizione in mare, con scarti che, nelle misurazioni più accurate, raggiungono la precisione del mezzo pollice.
Inutile aspettarsi qualcosa di rivoluzionario, quindi, durante la nostra guida, a meno di non disporre di un modulo ricevente di più efficace precisione. Precisione che non può essere certamente assicurata dagli attuali modelli del costo di qualche centinaio di euro e anche meno.


















