Secondo l'azienda il principio che prevede il raddoppio periodico della potenza dei microprocessori non è mai andato in pensione.
Bill Dally, vicepresidente dell'azienda, in una recente intervista a Forbes, ha dichiarato che l'aumento della potenza dei processori continua a seguire, regolarmente, il principio enunciato da Moore. A dimostrazione di questo indica la piattaforma CUDA, messa a punto all'interno del gruppo e già disponibile per utenti sviluppatori.
"Guardando avanti", continuaDally nell'intervista, "la strada da seguire è certamente quella dell'elaborazione parallela, attraverso core multipli eventualmente ottimizzati, separatamente, per funzioni diverse. In questa ottica la legge citata continua a mantenere un'ottima corrispondenza con la realtà, incrementando in forma multipla l'efficienza dell'elaborazione".
"Raddoppiando il numero dei processori", prosegue il funzionario e capo progettista del gruppo, "numerosi programmi possono addirittura raddoppiare le loro prestazioni. Solo in questo caso Moore ha ragione mentre, al contrario, esperienze approfondite e dirette hanno dimostrato che aumentando il numero dei transistor in una CPU singola non porta a grandi incrementi delle performance ma solo a un inutile spreco di energia".
In altri termini, le CPU correnti, così come progettate, non riescono ad andare oltre certe prestazioni; aumentandone la struttura interna in termini di elementi di elaborazione, l'unico risultato è quello di un consumo sempre maggiore di energia senza particolari benefici in termini di performance.
Indirettamente, Dally punta il dito contro Intel, che ha costruito un impero sfidando proprio nella legge di Moore applicata a una singola unità centrale; ma, attualmente, si sta scontrando contro un muro praticamente insormontabile.
Fonte: TG Daily http://www.tgdaily.com/hardware-features/49608-nvidia-claims-moores-law-is-deadfor-cpus


















