Olympus non propone nuove reflex a ogni pié sospinto, forse cerca di evitare l'aggiornamento a tutti i costi, avendo capito che la gente con compra una reflex al mese. Al tempo stesso deve rispondere alle mosse dei concorrenti. Ecco perchè presenta la Olympus E-30, una reflex media che si posiziona tra la professionale E-3 e le reflex d'ingresso E-420 ed E-520: un modello che in questo momento mancava nel listino della casa giapponese.
Si tratta del modello che avevamo visto a Photokina sottoforma di prototipo. La nuova macchina si chiama appunto Olympus E-30 e, anche se non sappiamo ancora niente sui prezzi, non è difficile ipotizzare che scenderà in campo contro la Nikon D700 e la Canon Eos 50D.

La nuova Olympus E-30 continua la tradizione dello standard Quattro Terzi (che procede parallelamente al nuovo Micro Quattro Terzi): grazie al sensore da 17x13 mm (fattore di moltiplicazione 2x) macchina e ottiche sono più piccole della media: la E-30 misura 142 x 108 x 75 mm e pesa 655 g (il battery grip, l'impugnatura verticale portabatteria supplementare, è optional).
La E-30, come consuetudine per la sua categoria, riprende in scala ridotta il meglio della top di gamma E-3: sensore Live Mos da 12 Megapixel, associato quindi ad una funzione Live View (ovvero l'inquadratura della scena non con il mirino reflex ma attraverso l'LCD principale, proprio come sulle compattine), sistema AF a 11 punti a croce – 44 punti di rilevazione in totale - supporto ai flash wireless gestibili assieme al flash incorporato con numero guida 13.
In modalità Live View l'autofocus può funzionare attraverso il sensore principale, come sulle compatte (e in questo caso non si interrompe mai la visualizzazione della scena a monitor); oppure attraverso i sensori dedicati, per cui richiede un momentaneo abbassamento dello specchio, come avviene da sempre sulle reflex.
Ritroviamo anche caratteristiche ormai classiche per le reflex Olympus, come lo stabilizzatore sul sensore e il sistema di riduzione della polvere a onde supersoniche (di fatto un solo meccanismo che assolve entrambi i compiti). Essendo montato sul sensore, il sistema antishake funziona con tutti gli obiettivi, e recupererebbe fino a 5 stop di esposizione. Può correggere le oscillazioni su entrambi gli assi, orizzontale e verticale, o su uno solo dei due, opzione necessaria per consentire le foto con la tecnica del panning, in cui si sposta la macchina per seguire un soggetto in movimento.
La raffica offre prestazioni molto buone ma non di punta: 5 fotogrammi al secondo a piena risoluzione fino a 12 foto in Raw e senza limiti in Jpeg.

Il monitor “tilt & swivel” non è una novità assoluta ma un gradito ritorno: si trovava già sulla E-330, la prima reflex in assoluto col live view. Questo lcd è snodato e orientabile su entrambi gli assi, orizzontale e verticale: scelta intelligente che permette di sfruttare al meglio il Live View per inquadrature difficili (per esempio tenendo la macchina in alto sulla folla o a livello del suolo), oltre che per gli autoritratti. Il pannello non è dei più recenti, essendo un 2,7” con 230.000 pixel.
Per la E-30 Olympus ha scelto di concentrare le novità sulle funzioni di ripresa, con l'obiettivo di aumentare flessiblità e creatività.
Le novità principali sono gli “Art Filters”, effetti digitali che imitano quelli ottenibili con dei filtri reali o in fotoritocco, i 9 rapporti dimensionali delle immagini, e il Multi Exposure Mode. Gli effetti digitali sono 6: Pop Art “carica” i colori rendenoli più vividi e imitando lo stile artistico americano; Soft focus aggiunge un effetto di luce eterea attorno alle immagini, Pale & Light Control crea un “effetto déjà vu” con una luce simile a quella usata nei flash-back dei film; Light tone smorza i toni estremi (ombre e luci), facendo sembrare la foto ripresa sotto luci artificiali; Grainy Film (visibile nella foto sotto) aggiunge l'effetto grana della pellicola, e Pin Hole riduce la luminosità ai lati facendo sembrare l'immagine vista come da una serratura. Sembrano dei gadget da compatta, ma ormai si trovano anche nelle reflex di fascia medio-alta perché fanno risparmiare un sacco di tempo in fotoritocco.

Il retro della E-30 riprende il layout dei modelli precedenti, compresa la diversa colorazione delle icone, in bianco per la ripresa e in blu per la revisione. Il mirino reflex riserva una sorpresa: il rapporto d'ingrandimento 1,02x significa che l'immagine appare leggermente più grande, anziché leggermente più piccola come avviene di norma, rispetto alla visione a occhio nudo. E in più ha gli schermi di messa a fuoco intercambiabili, come le professionali. Lo slot per le schede sulla destra accetta le CF anche UDMA, il Microdrive e ovviamente le proprietarie XD.
La terza novità è il “Multiple Exposure Mode” (disponibile anche scattando in Raw) che permette di vedere e poi riprendere un'immagine in sovraimpressione a un'altra già memorizzata.
Altre funzioni sono meno innovative, ma sempre utili. Per esempio Perfect Shot Preview, che permette di confrontare in una serie di miniature le impostazioni applicate all'immagine prima di scattare. O come Auto Gradation Adjustment, che sfrutta il bilanciamento automatico del contrasto (Shadow Adjustment) per smorzare agli estremi la gamma tonale, riducendo le luci troppo alte e schiarendo le ombre troppo scure. Similmente, Face and Background control coinvolge l'ormai universale Face Detection per bilanciare correttamente l'esposzione sia sui volti sia sullo sfondo nelle scene a forte contrasto di luminosità.
Citiamo ancora la Wide Dynamic Range, che estende la gamma tonale per salvare le alteluci, e un sensore che rileva l'inclinazione della macchina a destra e sinistra (roll) e avanti e indietro (pitch) e, con una “livella vituale” a schermo, aiuta a mantenere dritta la macchina su entrambi gli assi.
La E-30 sarà disponibile da metà gennaio, solo corpo o in diversi kit col 12-60 mm f/2.8-4.0, col 14-42 mm f/3.5-.56 e col nuovo 14-54 mm f/2.8-3.5 II (foto sotto), presentato assieme alla E-30.

Il nuovo 14-54 mm f/2.8-3.5 II (equivalente a un 28-108 mm nel formato 35 mm) copre le lunghezze focali più usate e si adatta a diversi generi, dal paeaggio al macro, passando per il ritratto. Grazie anche alle sue caratteristiche, come il diaframma ad apertura circolare che offre il gradevole effetto “soft focus”. È anche a prova d'acqua e polvere.


















