Opera, produttore del più raffinato browser Web, ha annunciato di aver completato lo sviluppo di un nuovo prodotto per Apple iPhone che sarà presentato ufficialmente alla World Mobile Conference di Barcellona.
Jon von Tetzchner, cofondatore e CEO di Opera Software, ha definito il nuovo prodotto "entusiasmante" e "veloce e ricco di caratteristiche". Con un'espressione un po' enfatica e a effetto, ha concluso il suo annuncio dicendo che Opera e iPhone hanno fatto insieme un altro passo avanti per avvicinare il Web al mondo reale.
La grossa questione, in tutto questo, è vedere se Apple approverà o meno Opera nel suo iStore. Attualmente l'azienda di Cupertino accetta, nel suo catalogo, solo browser che girano sotto il motore WebKit, lo stesso che alimenta Safari.
Il momento è particolarmente delicato, considerando che Apple ha subito una pesante doccia fredda dalla Federal Trade Commission che ha definito la politica dell'azienda orientata alla eliminazione dei concorrenti nella fascia di prodotti da essa stessa messi a punto e distribuiti.
Opera Mini 5 è stato per diverse settimane in edizione beta e offre diverse nuove migliorie rispetto a Safari, tra cui la possibilità di visualizzare contemporaneamente diversi siti, un sistema di passaggio facilitato da schermate ad altre e una innovativa funzione, definita Speed Dial, che consente agli utenti di raggiungere rapidamente pagine comunemente visitate attraverso un solo click. Una funzione del genere è presente nelle versioni Safari e Chrome per desktop ma non nelle rispettive versioni mobili.
Contemporaneamente lo stesso von Tetzchner ha annunciato che la sua azienda aveva già avviato la messa a punto di alcuni software specifici per iPhone ma che tutto il progetto è stato successivamente interrotto a causa delle politiche restrittive che Apple impone agli sviluppatori.
Sarà un caso, ma la politica sempre più avanzata di Apple di chiudersi su se stessa sta creando non poche difficoltà agli sviluppatori paralleli, sempre più infastiditi dall'atteggiamento protezionistico dell'azienda che ricorda tempi ormai dimenticati e che si sperava di non dover vedere più.
Fonte: EWeek Europe


















