Come se non bastassero le polemiche suscitate dal decreto Romani (che applica la normativa sulle emittenti TV anche ai siti di video online come YouTube), ora si apre un nuovo capitolo che vede sempre protagonista il viceministro delle Comunicazioni. Il quale ha annunciato in TV nuove iniziative che riguarda ancora il controllo dei contenuti in Rete, in particolare quella chiamata Click sicuro.
Si tratterebbe di un sistema di controllo della navigazione sul web che blocca l'accesso ai contenuti selezionati come inadatti ai minori. Qualcosa di simile ai sistemi Parental Control diffusi anche su TV di ultima generazione. Con la differenza che, oltre a bloccarli, Click sicuro invierebbe anche un SMS ai genitori del minore per avvisarli dell'accaduto.
La proposta - che sarebbe quasi pronta a diventare operativa - ha suscitato una pioggia di critiche, rivolta ai suoi contenuti ma anche al suo autore. Da un lato, per il timore che il governo con “Click sicuro” si ritrovi in mano un altro potenziale strumento di controllo sui contenuti della Rete (fino ad arrivare a un "effetto Cina").
Dall'altro, lo stesso viceministro Romani è stato oggetto della protesta e dell'ironia di molti blogger, del tipo "da che pulpito viene la predica". Colui che oggi si fa paladino della moralità dei contenuti su Internet, dice il popolo del web, è lo stesso che vent'anni fa, da editore della TV privata Lombardia 7, guadagnava decine di milioni al mese con una trasmissione abbinata ai numeri a pagamento come 144 e 166 e realizzata con quegli stessi contenuti osé che oggi (giustamente, aggiungiamo noi) si preoccupa di bloccare ai minori che navigano in Rete.


















